Il 20% del nostro territorio è a rischio desertificazione ma la percentuale delle aree esposte cresce al Sud arrivando ad oltre il 50%. Lo ribadiamo quotidianamente: serve investire sulle infrastrutture idriche del nostro Paese per minimizzare gli sprechi e puntare sul riuso e la depurazione delle nostre acque. Per combattere siccità e desertificazione serve l’impegno dello Stato, nell’attuale fase di rilancio questi temi devono diventare prioritari.

Il Sud non può restare indietro, ha grandi infrastrutture che vanno manutenute e modernizzate: è la zona più esposta agli effetti del cambiamento climatico che non possiamo più ignorare. Va in questo senso il nostro impegno per la sostituzione di Eipli (l’Ente per lo Sviluppo e la Trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia) commissariato ed ora in via di sostituzione. Lo scorso giugno un nostro emendamento al Decreto Crescita ha assicurato in mano pubblica la nuova società che sostituirà Eipli e poi, con un emendamento alla manovra già approvata in Senato, abbiamo previsto che non solo sarà una società a totale capitale pubblico, sottoposta all’indirizzo e al controllo analogo degli enti pubblici soci, ma che è espressamente vietata la partecipazione di soggetti privati, anche indiretta o a seguito di conferimento ed emissione di nuove azioni, anche prive di diritto di voto.

A un anno dall’emendamento a che punto siamo? Ho depositato un’interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, per conoscere lo stato di avanzamento dei provvedimenti necessari alla costituzione della suddetta società. Sostituire Eipli significa implementare una più efficace progettazione e realizzazione degli interventi relativi alle grandi infrastrutture idriche delle regioni afferenti all’Autorità di Distretto dell’Appennino Meridionale. Significa iniziare a rendere tangibile un più ampio discorso di sostenibilità in un’ottica di lotta a desertificazione e siccità. 

È in gioco la fornitura di acqua all’ingrosso ad uso agricolo, civile e industriale per circa 500 milioni di metri cubi annui, investire sulle infrastrutture idriche del Paese, e specialmente al Sud, significa garantire la risorsa acqua a tutti, senza distinzioni, ai cittadini di oggi e a quelli di domani.

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