#AcquaPubblica da preservare: una priorità per il governo del Cambiamento

di Federica Daga e Stefano Buffagni

https://www.ilblogdellestelle.it/m/2018/08/acqua_pubblica_da_preservare_una_priorita_per_il_governo_del_cambiamento.html

L’Acqua Pubblica è la nostra prima stella e per lei sono anni ormai che ci battiamo. È uno dei punti all’interno del contratto di governo, perché è un bene essenziale per la vita da preservare per le future generazioni.

Per noi è sì prioritaria la ristrutturazione delle infrastrutture idriche (per diminuire le ingenti perdite ed evitare sprechi), come della forma di gestione pubblica, ma anche la necessità di un uso responsabile della risorsa per non pregiudicare il patrimonio idrico e la vivibilità dell’ambiente, l’agricoltura, la fauna e la flora acquatiche, i processi geomorfologici e gli equilibri idrogeologici.

L’uso dell’acqua per l’alimentazione e per l’igiene umana per noi è prioritario rispetto agli altri usi, come è importante la definizione del bilancio idrico e la pianificazione delle destinazioni d’uso dell’acqua.

Le concessioni idriche, anche a fronte della crisi idrica che in realtà non è assolutamente finita dal 2017, vanno riviste ad iniziare dalla loro durata e quantità di acqua prelevata dalle fonti, va limitato il rilascio di nuove concessioni e di eventuali rinnovi. Si tratta di concessioni che negli anni hanno dato grandi benefici ai privati a discapito come sempre degli interessi collettivi dei cittadini.

Si pensi ad esempio che i quasi 300 concessionari di acque minerali censiti dal Tesoro pagano in tutto 18 milioni di euro di canone annuo, appena lo 0,68% del loro fatturato, di 2,7 miliardi di euro all’anno. O che i quasi 500 concessionari di acque termali invece pagano un canone annuo di 1,7 milioni di euro a fronte di un fatturato del settore di 1,7 miliardi… lo 0,1% del loro fatturato!

È evidente quindi che un approfondimento sulle concessioni sarà nell’agenda politica del governo del Cambiamento. Senza dimenticare le concessioni idroelettriche che hanno un ruolo fondamentale nella generazione di energia rinnovabile ma che devono generare benessere per la collettività e nelle comunità.

Si dovranno anche stabilire i criteri generali per la determinazione, degli enti locali, dei canoni di concessione per l’utilizzo del demanio idrico, tenendo conto della categoria d’uso e della portata media di concessione, dei costi ambientali e dei costi della risorsa connessi all’utilizzo dell’acqua, e che l’aggiornamento dei canoni debba essere costante.

L’acqua è un bene Comune, ed è stato un referendum popolare a ribadirlo con forza, va tutelato, e non sprecato perché da esso dipende la vita. L’acqua pubblica è sempre stata una delle stelle del Movimento ed ora al governo del Paese potremo finalmente salvaguardarla.

Condividi l'articolo su: Facebooktwittergoogle_plusFacebooktwittergoogle_plus