GRA_buio_Roma

Foto di Federico Scaroni (presa dal web)

 

“…E allora vieni con me, amore,
sur Grande Raccordo Anulare, che circonda la capitale,
e nelle soste faremo l’amore,
e se nasce una bambina poi la chiameremo: “Rrrrrrrooooomaa”…”

Un Guzzanti ironicamente descriveva personaggi e (dis)servizi che si potevano incontrare ad ogni svincolo del Grande Raccordo Anulare.
Un’autostrada tanto unica in Italia da divenire protagonista del film «Sacro Gra» di Gianfranco Rosi che nel 2013 vince il Leone d’oro alla Mostra dei cinema di Venezia.
Un’autostrada a cui il destino ha voluto assegnare come acronimo il cognome del primo direttore dell’Anas, Eugenio Gra.

Fino a un paio di anni fa i problemi del Gra erano limitati al traffico, alle lunghe code, ai lavori per la terza corsia (terminati nel 2011).
Ora l’emergenza secondo l’ANAS S.p.A (il gestore della rete stradale ed autostradale italiana il cui socio unico è il Ministero dell’Economia e sottoposta al controllo e alla vigilanza tecnica e operativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) è invece rappresentata dai furti di rame che, di fatto, obbligano ogni giorno 160.000 veicoli (58 milioni all’anno) a viaggiare avvolti nell’oscurità.

Secondo ACI il grande raccordo anulare è una delle strade con maggior densità di incidenti in Italia.

Dal momento che il 1 luglio 2015 è scaduta la gara d’appalto per il ripristino dell’illuminazione sul Gra e sull’autostrada Roma-Fiumicino e, ad oggi, non sono ancora iniziati i lavori, abbiamo deciso insieme ai Consiglieri Comunali di Roma di interpellare il Sindaco e i Ministri competenti.

Per leggere il testo depositato, cliccai qui: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/10297&ramo=CAMERA&leg=17

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