Procedura di infrazione sull’acqua potabile – L’Italia è incapace di garantire la qualità dell’acqua destinata al consumo umano. Anche questa volta purtroppo lo avevamo detto. Per questo nei giorni scorso abbiamo depositato una interrogazione parlamentare all’attenzione di diversi Ministeri:
 
Alcune brevi considerazioni:
Il semestre europeo a guida italiana si apre con una bella procedura di infrazione verso l’Italia per la sua incapacità di garantire che l’acqua destinata al consumo umano sia conforme alle norme europee. Lo scorso 10 luglio è uscita sulla stampa la notizia dell’avvio dell’ennesima procedura di infrazione nei confronti dell’Italia questa volta sull’acqua potabile! (http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-816_it.htm)
Si legge nel comunicato ufficiale della commissione che “Il periodo di deroga era finalizzato a consentire di trovare soluzioni durature. Tuttavia, più di un anno dopo la scadenza della terza deroga, l’Italia continua a violare la direttiva. Le decisioni di deroga stabiliscono condizioni rigorose per tutelare la salute umana. All’Italia era stato chiesto di assicurare che fosse disponibile l’approvvigionamento di acqua salubre destinata al consumo da parte dei neonati e dei bambini fino all’età di tre anni. Le deroghe erano subordinate al fatto che l’Italia fornisse agli utenti informazioni adeguate su come ridurre i rischi associati al consumo dell’acqua potabile in questione e, in particolare, i rischi associati al consumo di acqua da parte dei bambini. L’Italia era tenuta inoltre ad attuare un piano di azioni correttive e a informare la Commissione in merito ai progressi compiuti. I valori limite per arsenico e fluoro non sono ancora rispettati in 37 zone di approvvigionamento di acqua nel Lazio. Per questo motivo, su raccomandazione del Commissario per l’Ambiente Janez Potočnik, la Commissione invia una lettera di costituzione in mora all’Italia, la prima fase formale della procedura di infrazione.
Nei mesi scorsi abbiamo depositato 2 interpellanze urgenti:
in cui in sintesi chiedevamo al governo cosa intendesse fare per evitare di incorrere nella procedura di infrazione e se e quali iniziative intendano promuovere per quanto di competenza per avviare tutti gli interventi necessari per l’immediata e duratura soluzione della grave contaminazione delle acque potabili di molti comuni italiani, in particolare a causa della concentrazione di arsenico, floruri e vanadio.
Le risposte sono state assolutamente insufficienti e la dimostrazione l’abbiamo avuta chiara lo scorso 10 luglio quando è giunta la notizia dell’apertura della procedura di infrazione nei confronti del nostro paese!
Inoltre lo scorso mese abbiamo depositato anche una proposta di legge:
che interviene proprio sul dlgs 31/2001 che attua la direttiva europea 98/83/CE oggetto dell’infrazione, andando a rivedere proprio i criteri di trasparenza dei dati, proponendo la diffusione immediata di tutte le informazioni concernenti procedure e monitoraggi connessi alla distribuzione dell’acqua potabile ai cittadini. Perché come per qualsiasi alimento, i cittadini devono avere accesso in tempo reale ai referti relativi alla qualità dell’acqua in distribuzione nella propria città. Inoltre proponiamo di introdurre diverse norme relative ai parametri di tolleranza di alcune sostanze , da quelle relative al costante aggiornamento dei valori di parametro, che finora non è avvenuto in ben 13 anni dal varo del Decreto Legislativo 31/2001, a quelle relative al monitoraggio dei possibili effetti sinergici delle varie sostanze presenti. Infine affrontiamo il tema degli aspetti sanzionatori, prevedendo non solo nuovi profili di responsabilità ma anche un generale inasprimento delle sanzioni, al fine di rispondere alle esigenze della popolazione sempre più preoccupata dei possibili effetti sulla salute dei ripetuti casi avvenuti nel paese di distribuzione di acqua contaminata.
Vedremo se mai decideranno di discuterla questa legge…
Intanto ad oggi l’Italia è sottoposta a procedura di infrazione anche su questo tema, dopo 10 anni di inerzia. Per questo nei giorni scorsi abbiamo depositato una interrogazione direttamente rivolta alla Presidenza del Consiglio che ha delega alle politiche europee, al Ministro degli Affari Esteri e al Ministro della salute una sola domanda secca:
 
Ora che è l’Europa che ce lo chiede, intende questa volta il Governo prendere in considerazione e soprattutto risolvere un problema come questo che riguarda la salute dei cittadini e la negligenza di istituzioni e gestori che quasi nulla hanno fatto, pur avendo avuto molto tempo, e soprattutto tanti soldi nelle bollette pagate dai cittadini

 

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