Domani era prevista la discussione, in commissione congiunta Ambiente Finanze, di tre risoluzioni sulle #politicheAbitative, ma il Governo non ci sarà, quindi salta tutto!

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Casa, risoluzioni Pd-M5s-Sel a confronto: da stop sfratti a meno Imu

29 aprile 2014

 

ROMA (Public Policy) – Si va dalla
richiesta comune di immettere più risorse nel Fondo per la morosità
incolpevole, a quella del Pd di aumentare le detrazioni fiscali per gli inquilini, a quella del M5s di bloccare tutti sfratti, a quella di Sel di ridurre la tassazione sul lavoro per chi rinnova un contratto di affitto a una famiglia con sfratto.Nella commissione Finanze alla Camera domani verranno esaminate tre risoluzioni (di Pd, M5s e Sel) “per il contrasto al disagio abitativo e per favorire l’accesso all’abitazione”. Il nodo di fondo è quello di aiutare soprattutto gli inquilini in difficoltà, attraverso incentivi e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. Un tema sempre più attuale, visto anche che al Senato in contemporanea si esamina il dl Casa del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi.

Nonostante dei punti in comune, le tre proposte di risoluzione hanno dei punti anche di grande differenza. La commissione
dovrà decidere ora quale formula di risoluzione votare.

PD: PIÙ DETRAZIONI PER INQUILINI E PIÙ TASI PER SFITTI
La proposta di risoluzione del Pd, a prima firma Chiara Braga, impegna il Governo prima di tutto ‘ad avviare un confronto con tutti gli attori istituzionali e sociali delle politiche abitative che consenta di definire nuove misure normative, finanziarie e fiscali di contrasto al disagio abitativo’.

Poi si impegna, tra le altre cose, il governo ‘a rafforzare gli strumenti di sostegno all’accesso all’abitazione, in particolare
rendendo strutturali ed incrementando su quantità coerenti alle dimensioni della domanda le risorse del Fondo di sostegno alle locazioni e del Fondo per la morosità incolpevole; a rafforzare il comparto dell’affitto, in particolare del canale concordato, attraverso l’immediata convocazione delle organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori maggiormente rappresentative a livello nazionale, al fine di promuovere una nuova convenzione nazionale; a rivedere il regime fiscale delle locazioni, a partire dall’eliminazione dell’opzione della cedolare secca per i contratti a canone libero e confermandola invece,
con aliquota del 15%, soltanto per quelli a canone concordato, destinando le conseguenti maggiori entrate tributarie ad un
rafforzamento degli strumenti a sostegno della locazione; a procedere ad una revisione delle detrazioni per gli inquilini a vario titolo (abitativo, studenti, lavoratori fuori sede), attraverso l’equiparazione alle misure previste per il sostegno ai mutui per la prima casa’.

Ancora la risoluzione del Pd impegna il governo ‘a prevedere la tracciabilità di tutti i pagamenti dei canoni di locazione; a valutare la possibilità di procedere all’impiego dei depositi cauzionale relativi ai contratti di locazione per alimentare un fondo di rotazione per il finanziamento di alloggi in locazione agevolata e strumenti di sostegno ai conduttori in difficoltà; a prevedere un’applicazione del nuovo sistema di tassazione sugli immobili che preveda una penalizzazione per i proprietari di alloggi sfitti, oltre ad un certo numero, nei comuni ad alta tensione abitativa; a ripartire alle regioni le residue risorse ex-Gescal, attualmente giacenti presso la Cassa depositi e prestiti, e quelle disponibili presso il ministero delle Infrastrutture; ad assumere iniziative dirette a prevedere un trattamento fiscale più coerente ed omogeneo per il settore dell’edilizia residenziale pubblica; a prevedere la destinazione di una quota dei Fondi strutturali europei 2014-2020 per interventi di miglioramento strutturale e di riqualificazione edilizia; a provvedere alla stabilizzazione degli incentivi fiscali per ristrutturazioni e riqualificazione energetica degli edifici, prevedendo l’estensione anche a favore dei soggetti gestori dell’edilizia residenziale pubblica’.

M5S: STOP A TUTTI GLI SFRATTI La proposta del Movimento 5 stelle, a prima firma Federica Daga, impegna invece il
governo ‘ad assumere iniziative normative per intraprendere o agevolare il processo per il riconoscimento del diritto all’abitare come diritto costituzionale; procedere con il censimento degli immobili vuoti ed inutilizzati su tutto il territorio nazionale; salvaguardare il patrimonio immobiliare pubblico prediligendo politiche orientate al diritto all’abitare; rendere immediatamente disponibili all’abitare anche i beni riferiti al patrimonio immobiliare privato attualmente non
utilizzati; disporre la sospensione degli sfratti per finita locazione e per morosità di qualsiasi tipo per almeno un anno e/o fino a quando non venga chiarita la corretta normativa da applicare”.

E ancora: “Bloccare gli sfratti da morosità incolpevole, l’aumento degli affitti, i pignoramenti e gli sgomberi, per un anno; incrementare e offrire ad un numero maggiore di cittadini in difficoltà economica
l’accesso al fondo nazionale di sostegno per l’accesso alle case in locazione; ricavare studentati utilizzando il patrimonio immobiliare pubblico; realizzare progetti per il riuso delle città secondo politiche volte al consumo di ‘suolo zero’, nell’ottica di una concreta rigenerazione urbana, attraverso il coinvolgimento e la partecipazione
della cittadinanza nelle scelte di progettazione e pianificazione nonché mediante il meccanismo dell’autorecupero, per evitare di realizzare nuove costruzioni e per risolvere aspetti di degrado ambientale presenti in molte città’.

Infine i 5 stelle chiedono che il governo si impegni per ‘restituire ai comuni la gestione degli affitti e delle assegnazioni degli alloggi di edilizia residenziale pubblica; effettuare una ricognizione dei fondi ex Gescal e di quelli disponibili destinati all’housing sociale, compresi i fondi europei, per finalizzarli ad una programmazione di edilizia sovvenzionata; verificare e promuovere l’effettivo utilizzo della convenzione stipulata in data 20 novembre 2013 tra Associazione bancaria italiana e Cassa depositi e prestiti per l’utilizzo del fondo ‘Plafond Casa 2014’ costituito da 2 miliardi di euro per la concessione di mutui a tassi agevolati e provvedere a rimuovere gli impedimenti, per lo più dovuti agli istituti bancari, che attualmente ne precludono una
reale efficacia; determinare incentivi fiscali, anche legati alle compravendite immobiliari, atti a favorire la locazione degli immobili in comuni considerati ad alta ‘tensione abitativa'”.

SEL: SCONTI IMU PER CHI AFFITTA A FAMIGLIE CON SFRATTO
La proposta di risoluzione di Sel, a prima firma Fabio Lavagno, impegna il Governo, tra l’altro, ‘a incrementare le risorse finanziarie a favore del Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli; a prevedere una moratoria degli sfratti, a cominciare dalle categorie più disagiate, nonché il blocco degli sfratti per gli alloggi di proprietà degli enti pubblici e privatizzati, in attesa che si proceda al riordino normativo delle dismissioni degli immobili di quest’ultimi; a prendere in considerazione l’azzeramento o perlomeno la riduzione della tassazione sulla seconda casa per i proprietari che rinnovano il
contratto alle famiglie con sfratto esecutivo, al cinquanta per cento in meno del canone, finanziando detto trattamento fiscale di favore anche attraverso una aliquota Imu ordinaria raddoppiata per le unità immobiliari a uso residenziale a partire dalla terza abitazione di proprietà da almeno due anni inutilizzata ovvero non locata con contratto scritto e registrato”.

E ancora: a modificare la disciplina dell’imposta ‘cedolare secca’, prevedendone l’abrogazione per i contratti di locazione a canone libero, mantenendola al 10% per i soli contratti a canone concordato, anche al fine di incentivare il ricorso a tale tipologia di contratti, in grado di contribuire a calmierare il mercato delle locazioni, o in subordine ad aumentare dal 21 al 23 per cento la cedolare secca per i soli contratti a canone libero, destinando i conseguenti maggiori introiti stimati in circa 100 milioni di euro l’anno, per l’edilizia residenziale pubblica; ad attivarsi perché vengano convocate le organizzazioni della
proprietà edilizia e dei conduttori maggiormente rappresentative a livello nazionale, al fine di aggiornare la Convenzione nazionale e consentire il rinnovo degli accordi da definire in sede locale relativamente agli affitti concordati’.

Infine la risoluzione di Sel impegna il governo ‘a escludere dal patto di stabilità delle regioni gli investimenti e i contributi dati ai comuni o alle società di edilizia residenziale pubblica per interventi concernenti le politiche abitative; a prevedere che tutti gli immobili pubblici di enti e società partecipate in dismissione, prima di essere messe in vendita attraverso gare, siano offerte ai comuni e alle regioni al prezzo stabilito attraverso i parametri Omi al fine di poterle trasformare in abitazioni pubbliche; a finalizzare una quota importante dei Fondi strutturali 2014-2020 a favore di una politica abitativa che recuperi le forti differenze tra il nostro Paese e gli altri Stati membri, in termini di alloggi popolari e di edilizia residenziale pubblica; a favorire il recupero e il riuso del patrimonio pubblico inutilizzato’. (Public Policy)

VIC

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