Cogesi si occupa del ciclo idrico in 150 comuni.

Un maxi assegno da 55 milioni ai privati che gestiscono il ciclo idrico integrato per far diventare pienamente operativa Cogesi, la società pubblica dell’acqua che da un anno cura il servizio in 150 Comuni della Granda. Ieri l’Autorità d’ambito dell’acqua ha votato all’unanimità il “valore residuo” che Cogesi verserà ai privati: 52 milioni per Alpiacque, Tecnoedil e Alse (controllati dall’albese Egea) e 3,5 milioni per Ireti che gestisce il ciclo dell’acqua a Costigliole, Racconigi, Ceresole d’Alba, Sanfrè. A novembre Alpiacque, Tecnoedil e Alse aveva chiesto 63 milioni, poi è seguita un’istruttoria dell’Autorità d’ambito che ha calcolato il valore del passaggio di gestione, tra investimenti fatti e ancora da fare, al netto di ammortamenti e contributi pubblici.

Le società private e miste, il cui contratto di gestione è scaduto dal 2017, rientreranno dei costi sostenuti negli ultimi decenni e non ancora ammortizzati con i soldi delle bollette dei cuneesi. A pagare i 55 milioni sarà la società unica, consortile e pubblica voluta a larga maggioranza, per gestire per 30 anni captazione, distribuzione, depurazione e fogne per privati e aziende. Il pagamento è previsto nel 2021: serviranno ancora mesi per il via libera dell’Authority nazionale dell’energia. Alla conferenza dei rappresentanti dell’autorità d’ambito era presente il 76,4% delle quote. Assenti i rappresentanti delle zone “ribelli”: i delegati di Albese, Saviglianese, Fossanese, Roero, Alta Langa vorrebbero una divisione in due ambiti della provincia per difendere le attuali gestioni miste e private. La prossima settimana è previsto un incontro in Regione con l’assessore Matteo Marnati.

Giorgio Ferraris, rappresentante della Val Tanaro, ha invitato alla cautela visti i ricorsi di società e Comuni cuneesi a Tar e Tribunale delle acque, mentre i delegati di Cuneese (l’assessore di Cuneo Guido Lerda) e Braidese (Bruna Sibille) hanno parlato di atto dovuto dopo l’affidamento alla società pubblica unica deliberato il 27 marzo 2019.

(Lorenzo Boratto – La Stampa, Cronaca di Cuneo – 28/7/2020)

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