Comunicato stampa

“L’attuale modello di gestione del servizio idrico va ridiscusso perché qualcosa non ha funzionato: gap infrastrutturale e i problemi di governance hanno creato, negli ultimi 30 anni, le problematiche che oggi siamo qui a discutere e che affliggono maggiormente i territori periferici del nostro Paese” afferma Federica Daga, deputata del Movimento 5 Stelle, prima firmataria della Pdl acqua pubblica, intervenuta oggi all’incontro “La riforma italiana dell’acqua, una prospettiva europea”, una giornata di confronto organizzata da Utilitalia e Utilitatis.

“Qui nessuno vuole togliere lavoro e meriti alle aziende che operano da anni nel settore, continueranno a farlo ma sotto la lente dello Stato. È un cambio di rotta che non lascerà più – come accade oggi – prevalere il mercato, il profitto e le speculazioni finanziarie. Acqua pubblica è un’idea di futuro e significa più investimenti, un servizio di qualità su tutto il territorio nazionale e un abbassamento delle tariffe, non è un’utopia ma un modello che già funziona in Europa e nel mondo” prosegue Daga.

“Veniamo alla Pdl: si continua a discutere di un testo base già superato dagli emendamenti che risolvono molte delle criticità sollevate in audizione. Ma la discussione è ferma, sia perché in attesa della relazione tecnica del Mef richiesta dalle opposizioni, sia per la difficoltà della Lega di sedersi al tavolo, discutere e finalmente procedere” continua la deputata.

“Il nostro modello di gestione vede seduti allo stesso tavolo tutti i soggetti dall’agricoltura al potabile all’industria, con un occhio attento alla messa in sicurezza del territorio. Per un gioco di squadra tra tariffe, finanziamenti dello Stato e fondi europei. Basta pagare milioni ogni anno per le infrazioni! Per questo nello Sblocca cantieri abbiamo esteso le competenze del Commissario unico alle depurazioni Rolle anche a due nuove procedure di infrazione. In attesa che la Pdl torni in discussione in commissione abbiamo collaborato alla costruzione di una vera e propria cassetta degli attrezzi per accelerare gli investimenti: con l’attuazione del piano nazionale per il settore idrico, con il dpcm sul fondo di garanzia per le opere idriche atteso da 3 anni, attraverso l’approvazione dell’emendamento, a mia prima firma, al DL Crescita che ferma la privatizzazione dell’Eipli ma consente, allo stesso tempo, di sbloccare finalmente milioni di euro di investimenti nelle infrastrutture idriche del Sud abbandonate a se stesse da anni” conclude Federica Daga. 

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