I cittadini di Zurigo domenica scorsa hanno difeso l’acqua pubblica rifiutando un progetto di privatizzazione parziale per la distribuzione dell’acqua. I “No” alla privatizzazione si sono attestata al 54,6% con una partecipazione al voto referendario che ha interessato il 40,7% degli aventi diritto. Sempre più spesso, in diversi Paesi del mondo, sono i cittadini e la società civile a mobilitarsi per difendere l’acqua pubblica. Nel caso della Svizzera, infatti, la proposta di revisione era sostenuta dal governo e dai conservatori, vi si opponevano invece la sinistra e i Verdi che hanno poi deciso di ricorrere allo strumento del referendum sostenuti anche da organizzazioni ambientaliste.

Nel dettaglio il governo voleva permettere ai privati di entrare nella gestione del servizio idrico, anche se in misura mai superiore al 49%. In Svizzera, considerata la riserva d’acqua d’Europa e ricchissima di acque sotterranee, la risorsa è gestita totalmente dai comuni da più di 100 anni.

Ma Zurigo non è il primo dei cantoni a fare questa scelta. Nel 2011 il parlamento di Friburgo ha votato una legge per garantire che l’acqua rimanga in mani pubbliche, allo stesso modo Giura, nel 2016, ha votato un testo sull’acqua bene comune a gestione unicamente pubblica. E la difesa della risorsa non avviene solo nelle istituzioni: nel 2011 delle società avevano progettato di sfruttare l’acqua del lago di Neuchâtel, in località Bevaix, appoggiandosi ad una struttura del gruppo Nestlé, ma hanno rinunciato a causa delle numerose proteste.

Zurigo è solo l’ultima città in ordine cronologico ad unirsi alla numerosa schiera di chi ha scelto la gestione pubblica: Parigi, Berlino, Grenoble e molte altre in tutto il mondo. Un cambiamento che è spesso la conseguenza della constatazione delle mancanze dei privati: sottoinvestimenti, scarsa trasparenza, aumento delle tariffe. La ripubblicizzazione è ormai una tendenza globale, gli esempi positivi di gestione pubblica della risorsa sono sempre di più. Vogliamo, e lavoriamo ogni giorno perché avvenga, che l’Italia si unisca a Zurigo, Parigi, Berlino e alle tante voci nel mondo che credono nel diritto ad un’acqua pubblica, di qualità e per tutti!

 

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