Publiacqua: gli stessi sindaci che hanno votato la proroga ora si lamentano dei mancati investimenti.

Guasti, disagi, centinaia di chiamate per richiedere un intervento. È questo lo scenario di Firenze e della Toscana dove gli stessi Sindaci che hanno detto sì alla proroga della concessione a PubliAcqua adesso si lamentano dei disservizi dovuti ai mancati investimenti.

I sindaci. Un voto che poneva come alternativa un ulteriore rincaro in bolletta e che, per ora, ha dato al gestore un tempo più lungo per investimenti che ad oggi non si sono visti.
Un’inconguenza che ci fa chiedere quali controlli abbiano fatto sull’operato del gestore quei Sindaci che sono rappresentanza della cittadinanza. Il sindaco di Firenze Dario Nardella valuta di passare alle vie legali per chiedere i danni a chi lui stesso ha nominato.

Utili o investimenti? Troppo spesso gli utili della gestione sono stati distribuiti agli azionisti anziché nel servizio. E’ questo in fondo lo scopo di un’azienda e il grande limite della privatizzazione di una risorsa di tutti. In Toscana poco più dell’1,5% delle tubature della rete idrica è stato sostituito.
Il rinnovo delle reti è una priorità per molti territori che forse, se non si fossero distribuiti gli utili agli azionisti, oggi sarebbero in condizioni migliori. Ed è inutile nascondersi dietro all’alibi degli investimenti fatti nelle depurazioni e fognature dato che le tre infrazioni da parte dell’Unione Europea riguardano tutta Italia.

Ripubblicizzazione, i costi reali. È ora di passare ad una nuova forma di gestione che guardi al futuro tenendo conto degli errori e dei successi del passato. La proposta di legge per la ripubblicizzazione del servizio idrico prevede di reinvestire tutti gli utili nel servizio, un cambiamento che non porterà alle esorbitanti spese ipotizzate dagli studi Oxera: una stima di 15 miliardi, riveduta poi al ribasso dopo pochi giorni dalla pubblicazione.
“La riforma si può realizzare, con la giusta gradualità, con costi contenuti e grandi benefici in termini di efficienza e trasparenza, senza chiudere multiutility né ricomprare azioni” così ha spiegato Mauro Meggiolare per Merian Research.

Il miliardo stanziato
, con la legge di Bilancio, per le infrastrutture acquedottistiche è solo il primo passo per un intervento necessario e reso ancora più urgente dalla mala gestione privata, una priorità che ha riconosciuto implicitamente anche da Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.

Condividi l'articolo su: Facebooktwittergoogle_plusFacebooktwittergoogle_plus