MILIONI

E’ dall’ inizio di legislatura che ci siamo occupando del tema del dissesto idrogeologico e delle tragiche conseguenze che annualmente si traducono in alluvioni, frane e distruzione.Ricordiamoci che il problema del dissesto è intrinsecamente connesso a quello della siccità che ha terribilmente caratterizzato la stagione estiva appena trascorsa. Quindi, anche se in vesti un po’ diverse, si ritorna a parlare di acqua, tema da me sempre seguito e che ha caratterizzato tutta la mia attività dentro e fuori le mura del parlamento.

In varie occasioni abbiano denunciato le menzogne diffuse dal Governo in merito a questo tema.
Siamo seriamente preoccupati sulle reali azioni messe in campo da questo governo per fronteggiare il problema del dissesto idrogeologico e i possibili drammi che ne conseguono.
Facendo ricorso agli strumenti del sindacato ispettivo, abbiamo interrogato il ministro dell’ambiente, che in più di una occasione ci ha fornito risposte discordanti dalle dichiarazioni pubbliche fornite dall’unità di missione (la  cabina di regia contro il dissesto di Palazzo Chigi costituita da Matteo Renzi).

Nello specifico, secondo  il piano finanziario 2015-2023, redatto dall’unità di missione, i soldi contro il dissesto sarebbero ben 9 896 Milioni di euro, di cui 1 miliardo ricavabile attraverso l’indebitamento con le banche europee. A confermare il tutto ci sono state le dichiarazioni del vicepresidente della Bei, Dario Scannapieco: «Il Consiglio di amministrazione della Bei ha approvato un finanziamento di 800 milioni per progetti di messa in sicurezza sul territorio nazionale» e quelle di D’Angelis, il quale ha dichiarato dell’esistenza del piano dei piccoli e medi invasi, specificando che a breve partirà lo stralcio di programma riguardante 84 progetti per un totale circa 500 milioni di euro, finanziati con mutui Bei (in merito ai piccoli e medi invasi, #Italiasicura prevede la costruzione in 20 anni di 2.000 opere per un investimento totale di circa 20 miliardi di euro).
Consapevoli del fatto che il complesso problemi del dissesto non è solo legato alla carenza dei fondi, ma anche spesso ad una burocrazia farraginosa e ad una Governance a livello regionale e locale inetta e indolente, ci preoccupava la possibilità di indebitarci ulteriormente con le banche europee.

Quindi abbiamo presentato un question time in commissione Ambiente (http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/12425&ramo=CAMERA&leg=17) ma anche in questa occasione la risposta del ministro contraddice le dichiarazioni dell’unità di missione.
Innanzi tutto secondo il Ministero “le risorse a disposizione per i prossimi anni, sono pari ad oltre 2,8 miliardi di euro” ben lontano dai 9, 896 miliardi previsti dall’unità di missione e che “nessuna richiesta di finanziamento con la Bei e la Ceb, è stata sottoscritta”.
(al minuto 12 del video parte la nostra interrogazione: https://www.youtube.com/watch?v=qOUcGczsAz8&feature=youtu.be)

Questo atteggiamento altalenante e discordante tra le attività intraprese dal Ministro dell’Ambiente e l’unità di missione non ci stupisce, anche se ci preoccupa sapere che non ci sia una strategia concreta e univoca. Infatti anche in passato secondo le dichiarazioni dell’unità di missione il recupero dei fondi dei precedenti programmi ammontava a 2 260 milioni di euro, invece in base alla risposta del ministro ad un nostro question time (http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0827&tipo=stenografico#sed0827.stenografico.tit00040.sub00040) Interrogazione n.  3-03130)) “la somma complessiva che potrebbe essere recuperata ammonta a poco meno di 7 milioni di euro”

Alla luce delle evidenti discordanze e del fatto che non riscontriamo una reale ed efficace strategia mossa dal governo per fronteggiare il problema del dissesto, abbiamo fatto richiesta formale di avviare  in Commissione Ambiente una indagine conoscitiva in merito al tema del dissesto in cui si possa analizzare seriamente, oltre alle reali risorse finanziarie a disposizione tra i vari soggetti preposti , anche il reale stato dei lavori e le problematiche dell’intera filiera della Governance regionale e locale.

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