Dissesto Idrogeologico. L’importanza della prevenzione e della previsione
Grazie al sempre brillante Giorgio Nebbia, condividiamo pienamente quanto da lui scritto in questo articolo di oggi sulla drammatica situazione che coinvolge l’intero territorio Italiano. Da inizio legislatura ci stiamo occupando del complesso e difficile tema del dissesto. E in più di una occasione abbiamo denunciato l’irrazionale e autodistruttiva mala gestione del territorio, che viene apertamente condannata anche in questo articolo. (“IN ITALIA, nel dissennato uso del territorio di tanti decenni sono stati costruiti, autorizzati ed abusivi, edifici, strade, ponti, ferrovie, senza alcuna attenzione al moto delle acque. Per alcune “infrastrutture”, sono stati sbancati i fianchi delle valli e sono così stati accelerati i fenomeni erosivi che lasciano un suolo nudo su cui più facilmente e violentemente scorrono le acque.”). Infatti a causa (principalmente) dell’impermeabilizzazione diffusa dei terreni attuata dal cemento killer “l’acqua non trova più le strade per raggiungere il mare da dove si è originata, quelle strade, rigagnoli e poi torrenti e poi fossi e poi fiumi, che la natura nei millenni aveva predisposto per agevolarne il moto lungo le valli e nelle pianure.”
Questa estate è stata caratterizzata da una profonda e difficile siccità, ma avremmo potuto e dovuto sfruttare al meglio questo periodo avviando tutta una serie di attività di monitoraggi e pulizia di torrenti di canali e di tutti i possibili flussi d’acqua. Anche se le competenze ad oggi sono ramificate tra i mille rivoli della burocrazia, è di vitale importanza che questa attività venga svolta con rigore e che quanto prima la questione della difesa del territorio divenga una reale priorità nell’agenda di Governo.
Noi come forza di opposizione abbiamo presentato diverse proposte di legge e ci impegniamo sin da oggi ad avviare una concreta ed efficace azione di coordinamento e riorganizzazione della Governance al fine di garantire un reale presidio del territorio a tutti i livelli, dai comuni alle regioni.
E’ indispensabile avviare una rivoluzione culturale basata non più sul profitto del cemento, bensì, su una concreta consapevolezza del rischio e sulla capacità di affrontarle attraverso una gestione e programmazione del territorio più consapevole e sostenibile. Ribadiamo la citazione fatta dal professor Nebbia a conclusione dell’articolo, che: se “L’ uomo PERDERA’ DEFINITIVAMENTE la capacità di prevedere e prevenire; finirà per distruggere la Terra”

Articolo tratto da “Il Manifesto” del 7/11/2017
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