13 giugno 2017

27 milioni di cittadini nel 2011, nonostante il boicottaggio mediatico e un invito all’astensionismo, vincono un referendum dando un messaggio chiaro e forte alla politica nazionale: Acqua fuori da logiche di mercato e fuori i profitti dall’Acqua.

Eppure dopo 6 anni l’esito referendario è ancora ignorato con bollette che aumentano e servizi che peggiorano. Com’è noto, i gestori privati o quotati in borsa si sono spartiti per oltre 15 anni i profitti e i guadagni delle tariffe invece di fare gli investimenti necessari, oggi infatti le reti sono un colabrodo e siamo sotto infrazione europea per mancate depurazioni e fognature mentre i Governi presente e passati non intervengono adeguatamente.

La giusta risposta al voto di 27milioni di cittadini era e resta il testo di legge popolare depositato alla Camera nel 2007 dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua. Un testo ripreso in questa legislatura, sul quale ho avuto la possibilità di mettere la prima firma, che parlava di ripubblicizzazione del servizio idrico e che evidenziava come solo una proprietà pubblica e un governo pubblico e partecipato dalle comunità locali possono garantire la tutela della risorsa, il diritto e l’accesso all’acqua per tutti e la sua conservazione per le generazioni future. Un testo distrutto dalla maggioranza con una serie di emendamenti che ne hanno eliminato il cuore, in prosecuzione con il percorso di privatizzazione già in atto nei precedenti 20 anni.

E’ nostro dovere far rispettare e dare attuazione a quel referendum, per avere una gestione dell’acqua e dei servizi pubblici locali libera dai profitti e dalle logiche di mercificazione dei bisogni elementari degli individui. Continua dunque il nostro impegno per difendere l’Acqua Bene Comune da profitti e privatizzazioni, continua il nostro impegno per dare finalmente attuazione al referendum di tutti.

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