Ieri mattina, 16 febbraio, vigili del Comune di Roma, inviati dal dipartimento patrimonio su ordine della Corte dei Conti, hanno chiuso e sigillato i tre piani del Rialto Sant’Ambrogio,
precludendo così ad importanti associazioni ambientaliste sociali e culturali l’utilizzo delle loro sedi.
All’interno del Rialto Sant’Ambrogio, tra gli altri, svolgevano le loro attività il Circolo Gianni Bosio, Attac 100%, il Forum Ambientalista, Transform e soprattutto il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua il soggetto nazionale grazie al quale si sono costruite ed ottenute negli anni la campagna e la vittoria referendaria del 2011 per la gestione pubblica del servizio idrico.
Queste realtà, ognuna con un suo specifico, storico, artistico, musicale e culturale,
e con specifici obiettivi, dall’informazione ed opposizione ai trattati CETA e TTIP, fino alla campagna referendaria del 4 dicembre scorso a difesa della Costituzione, negli ultimi decenni hanno quindi rappresentato un’eccellenza per la città di Roma, e messo a disposizione di decine di migliaia di cittadini un luogo di informazione cultura e partecipazione.

Fino a ieri il Rialto Sant’Ambrogio è stato quindi un luogo dove si Costruisce e si creano sinergie tra cittadini, a livello locale, nazionale ed internazionale.
Qui si è fatta la storia del movimento per l’acqua pubblica. Qui ho cucito il bandierone portato alle manifestazioni per il rispetto della volontà popolare e dove dopo aver vinto un referendum con la fatica di Davide contro Golia si è continuato a difendere la chiara volontà espressa da quei 27 milioni di cittadini.
Questo è un luogo dove nasce la democrazia partecipata, dal basso, che ha a cuore il bene collettivo.

Ritengo indispensabile esprimermi sul tema non perché la Giunta abbia necessità delle mie indicazioni ma perché, da cittadina prima che da portavoce, credo sarebbe imperdonabile se l’amministrazione della mia città non comprendesse la gravità della chiusura di ciò che il Rialto rappresenta e produce nella città, per la città e non solo.

Dobbiamo invertire la rotta intrapresa dalle precedenti amministrazioni, dai governi passati e attuale, che promuovono a spron battuto vendita del patrimonio pubblico, utilizzabile invece per le varie esigenze della città, e privatizzazioni anche dei monopoli come l’Acqua.

In molte città attivisti del Movimento 5 Stelle hanno partecipato alla campagna referendaria e lavorato per la ripubblicizzazione del servizio idrico, non a caso il Movimento ha dichiarato l’Acqua Pubblica come sua prima stella.
Nel Paese la battaglia per l’Acqua Pubblica continua e continuerà a scorrere. Riguarda tutti noi in quanto esseri umani. L’acqua ha già travolto chi in passato e nel presente lavora per fermarla, così farà anche con chi rischia di dimenticarla.
Fuori e dentro le istituzioni continuerò ad agire per il rispetto della volontà popolare, come ad aiutare le amministrazioni locali a comprendere l’importanza del diritto all’acqua e dell’acqua in quanto democrazia.

La necessità di cambiamento che ha posto il Movimento 5 stelle ad amministrare Roma, penso debba tradursi
anche in un’azione di netto contrasto verso la cancellazione di un luogo e del significato che rappresenta,
ridare quindi un luogo al Rialto Sant’Ambrogio è l’occasione giusta per dimostrare che abbiamo sempre Coraggio.

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