Di seguito troverete il risultato di una ricerca/consulenza da me richiesta e che ho deciso di pubblicare e mettere a disposizione di chiunque voglia conoscere di più, approfondire, ragionare insieme ed impegnarsi contro i processi di privatizzazione e contro tutti i vincoli imposti da questo essere trascendentale di cui sentiamo sempre parlare: il mercato.

Da anni, come un mantra, ci dicono che non si può dire, non si può fare, non si può rendere trasparente niente che riguardi il mercato o che possa influenzarlo, tantomeno se parliamo delle multi utility che gestiscono i servizi pubblici locali ed energetici. Ne abbiamo ben 4 che si sono “spartite” il territorio italiano: Iren, A2A, Hera e Acea, quattro colossi della finanziarizzazione che puntano ai settori più profittevoli, quelli del bene comune Acqua, trattamento Rifiuti e incenerimento, asset finanziari del valore di circa 150miliardi insieme al trasporto pubblico locale, come diceva un documento della Deutsche Bank del dicembre 2011. Settori dove non esiste una reale concorrenza ma oggettivi monopoli e che ci si ostina a volere “mettere sul mercato”.

Nello specifico mi sono concentrata su Acea Spa, partecipata dal Comune di Roma per il 51%, dalla francese Suez per il 22% e da Caltagirone per il 5%, azienda multi utility quotata in borsa e leader (così si dice) nei settori della gestione dell’acqua e dell’energia (ora anche prossima al trattamento dei rifiuti) che negli ultimi mesi sta colonizzando…ops…privatizzando la gestione dell’acqua in numerosi territori in tutto il centro e Sud Italia, Toscana, Lazio, Umbria, Campania, anche sotto la minaccia del “questo è un processo industriale inarrestabile e incommentabile” a meno che non si voglia dare fastidio al mercato (che respira e si spaventa)…bene, chi avrà la pazienza di leggerlo scoprirà che non è proprio così!

Come vedrete ci sono, in estrema sintesi, due tipologie di informazioni che possono (o devono) essere divulgate:

1) informazioni “privilegiate” o “price sensitive” (che sono in grado di influenzare sensibilmente il prezzo del titolo quotato);
2) informazioni non “price sensitive” (che invece non sono in grado di influenzare sensibilmente il prezzo del titolo quotato).

L’art. 6 del “Regolamento per la gestione interna e la comunicazione all’esterno di documenti ed informazioni privilegiate” di Acea SpA fa un elenco del tipo di informazioni che possono essere considerate “price sensitive”. Queste informazioni devono essere comunicate seguendo procedure interne ben precise, che coinvolgono sempre l’Amministratore Delegato e il Presidente. Chi divulga informazioni “price sensitive” senza seguire le procedure e le normative può incorrere in una serie di sanzioni. 

Ci sono poi le informazioni non “price sensitive”: valutazioni e commenti su dati già pubblici, dichiarazioni di opportunità politica che intendono presentare uno o più obiettivi generali a cui la controllata pubblica dovrebbe tendere, ecc.. Questo tipo di comunicazioni può essere divulgato senza il rischio di incorrere in sanzioni. E’ comunque opportuno che tali comunicazioni siano divulgate da soggetti politici e non da membri del Consiglio di Amministrazione o manager della società controllata, in quanto questi ultimi sono soggetti a precisi vincoli di riservatezza. 

Dalla ricerca è emerso inoltre, ancora una volta, che alcuni documenti di Acea SpA non sono disponibili online, oppure sono disponibili in versioni non aggiornate o sono difficilmente reperebili sul sito (lo Statuto, per esempio, che dovrebbe essere presente sul sito nella sua versione più recente).

E su questo ancora una volta ci troviamo a chiedere ad Acea Spa, prima di tutto una maggiore trasparenza nella pubblicazione dei documenti societari che devono essere accessibili a tutti! Ma sappiamo già che questa richiesta cadrà nel vuoto…

Anche per queste motivazioni ritengo che l’Acqua debba essere pubblica, partecipata e che debba stare fuori da logiche di mercato!

Buona lettura

Federica

Qui il documento.

borsa

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