La prima azienda italiana del settore idrico italiano (come ama definirsi Acea Spa) colleziona un altro primato nell’essere la prima azienda ad essere stata cacciata dai sindaci dell’ATO5 Lazio Meridionale Frosinone.

La conferenza dei sindaci, indetta appositamente lo scorso 13 dicembre, ha votato la risoluzione del contratto in danno di ACEA ATO 5 S.p.A., controllata al 97% da ACEA S.p.A. con 37 sindaci assenti, 33 favorevoli, 16 contrari (leggi PD).

Prima dell’assemblea Acea Ato5 Spa ha minacciato di ricorrere ovunque, “sino ad invocare il giudizio di Dio”, pur di non far decidere la conferenza dei sindaci verso la risoluzione del contratto.

Quello della provincia di Frosinone è un territorio nel quale per 13 anni non risultano essere stati fatti i corretti investimenti sulle reti, così lamentano sul territorio, nonostante le promesse del gestore Acea Ato5 Spa.

Con il voto dei sindaci, che finalmente hanno capito ciò che comitati e cittadini dicono da anni, si potrà iniziare finalmente a perseguire e realizzare il rispetto della  volontà popolare espressa con il referendum del 2011 che ha detto chiaro e forte “fuori i profitti  dall’acqua e fuori l’acqua dal mercato”. Con la collaborazione del territorio sarà possibile creare un contesto di pubblico e partecipato col quale si deve risponde dopo un voto così importante.

Ora si apre una partita nuova dove una gestione pubblica e virtuosa può diventare possibile evitando gli errori del passato e guardando all’acqua come ad un bene comune e non più come una merce.

Seguiremo direttamente sul territorio gli sviluppi e il processo che porterà alla ripubblicizzazione del servizio idrico.

 

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