Il decreto Sblocca Italia obbliga alla gestione unica dell’Acqua nell’Ambito Territoriale Ottimale, per intenderci un territorio grande quanto la provincia. Obbliga quindi alla cessione delle reti al gestore più grande della provincia senza poter decidere come gestire l’Acqua nel proprio comune. Alcuni comuni della provincia di Roma hanno presentato ricorso al TAR per impedire questa perdita di sovranità, anche alla luce della Legge5/2014 che prevede la trasformazione degli Ambiti Territoriali Ottimali in Ambiti di Bacino Idrografico, quindi da 5 ATO a 14 ABI. Legge che però non vede la sua applicazione a causa di una regione completamente assente sul tema Acqua.

Acea Ato2 Spa ha indirizzato ai comuni della provincia di Roma una diffida a cedere le reti, diversamente sarebbe partito il commissariamento idrico con possibile danno erariale per i comuni stessi. Il ricorso al TAR contesta la modalità adottata dal gestore e dalla regione che aveva mandato anche lei una diffida. Risulta comunque difficile credere al danno erariale in caso di non cessione delle reti, mentre è visibile il danno alle casse del comune e l’aumento delle bollette dei cittadini quando si cedono le reti ad un gestore distante e lontano dalla propria città.

La battaglia per l’Acqua Pubblica va avanti.

arsoli

No alla Cessione degli impianti idrici ad ACEA ATO2

Arsoli, Valle dell’Aniene – I Sindaci dei Comuni di Arsoli, Agosta, Arsoli, Canale Monterano, Capena, Civitavecchia, Ladispoli, Marano Equo, Rovianonell’Incontro di sabato 10 dicembre ad Arsoli, con la partecipazione e la solidarietà dei Comitati dell’Acqua e dei Comuni di Anticoli Corrado, Cineto Romano, Cervara di Roma e Vallinfreda, ribadiscono di non arrendersi alle vessazioni di ACEA ATO2 e non consegneranno gli impianti idrici; dopo il ricorso al TAR la battaglia per l’Acqua Pubblica prosegue con l’Appello al Consiglio di Stato.

Non è accettabile il “corto circuito” della Regione Lazio, che da una parte vota all’unanimità la Legge Regionale d’Iniziativa Popolare, promossa dai Comitati dell’Acqua: “Tutela Governo e Gestione Pubblica delle Acque” (L.R. 5/2014) e dall’altra non solo non dà seguito alla sua legittima applicazione, bloccando di fatto l’individuazione dei nuovi “Ambiti di Bacino Idrografici”(ABI) per la gestione Servizio Idrico Integrato, ma per di più diffida i Comuni, che non l’hanno ancora fatto, a consegnare gli impianti all’attuale gestore unico ACEA ATO2.

La Legge attuativa c’è! E’ infatti da mesi in Commissione Ambiente la Proposta di Legge 238/2015, una proposta che ridisegna equamente gli ambiti di gestione del Servizio Idrico Integrato (ABI), e stabilisce nuove Convenzioni con i gestori che prevedono più trasparenza, maggior autonomia dei Sindaci e la partecipazione diretta dei cittadini nella gestione del Servizio Idrico poiché non sono più accettabili tariffe in costante aumento che incidono sulle già fragili economie delle famiglie e i continui disservizi del servizio idrico con interruzioni dell’erogazione dell’acqua anche di intere settimane.

Chiediamo:

1) al Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Daniele Leodori, di calenderizzare la proposta di Legge 238/2015 per arrivare al più presto alla sua approvazione

2) a Virginia Raggi, Sindaco del Comune di Roma, di indire per metà Gennaio la Conferenza dei Sindaci dell’ATO2 e in quell’occasione di votare, con gli altri Comuni, una mozione che blocchi i procedimenti ingiuntivi di ACEA ATO2.

Comitato Acqua Bene Comune Valle dell’Aniene

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