La ragnatela di Acea nel centro italia si allarga e il CdA al soldo delle politiche renziane prosegue inesorabilmente la sua opera di speculazione sull’acqua.
Dopo annunci, articoli, dichiarazioni, riportate dai soliti media e tutte funzionali a condizionare il mercato finanziario, oggi è stato pubblicato il comunicato in cui Acea Spa annuncia di aver sottoscritto 4 nuovi contratti di acquisizione a Latina, Viterbo, Lucca e in Umbria.
Eppure a Latina e provincia è in piedi da tempo un percorso per ripubblicizzare la gestione del servizio idrico che vede ancora coinvolte tante amministrazioni locali, mentre Acea si intromette e acquisisce le quote di Veolia, multinazionale francese dell’acqua.
Per Viterbo e provincia Acea ha presentato l’unica adesione ad una manifestazione di interesse scritta a sua immagine e somiglianza da Talete Spa, dove i sindaci da tempo tentano di resistere alle imposizioni sul gestore unico del decreto Sblocca Italia.
A Lucca Acea va a comprare quote in mano sempre a Veolia, tramite una controllata, per arrivare a possedere il 48% della Geal Spa, fornitore idrico di Livorno.
E infine entra sempre più all’interno dell’Umbria con l’acquisizione di quote di Severn Trent per prendere la gestione dell’acqua anche di Terni, nonostante un percorso già avviato dai consiglieri comunali m5s per ovviare alle problematiche relative all’affidamento a SII.
Questo CdA dimostra ancora una volta di non essere espressione della nuova amministrazione eletta a Roma che ha il chiaro programma di dare attuazione all’esito referendario, ecco perché non vedo l’ora che arrivi il momento in cui il comune di Roma potrà provvedere a nominare nuove figure che facciano veramente il bene comune per l’acqua, per i cittadini e per quella che è una delle più grandi e storiche società partecipate del Comune di Roma.

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