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DL MADIA, M5S: “TRADITO IL REFERENDUM SULL’ACQUA”
Roma,  19 ottobre 2016 – «I cittadini hanno detto due sì per l’acqua pubblica e con il dl Madia il governo sta facendo esattamente l’opposto di quanto gli italiani hanno scelto. La disciplina contenuta nel provvedimento, operando una drastica riduzione delle ipotesi di affidamento diretto e limitando di fatto la possibilità di gestione pubblica, è contraddistinta dalla medesima ratio di quella abrogata con il referendum del 2011. Ed è molto oltre rispetto a quanto prescritto dalla normativa comunitaria, e conseguentemente, in esplicita contraddizione dell’esito referendario e con il principio stabilito dalla legge delega in cui si sanciva che tale esito dovesse essere rispettato»: lo dichiara Federica Daga, deputata M5S in Commissione Ambiente.
«Come se non bastasse – continua la portavoce pentastellata –  il decreto prevede, quale criterio per la determinazione delle tariffe dei servizi, l’adeguatezza della remunerazione del capitale investito, così reintroducendo, addirittura con lo stesso testo, la clausola di legge che era stata abrogata con il secondo quesito referendario che riguardava tutti i servizi pubblici locali».
«In queste settimane abbiamo sottoposto ai relatori una serie di proposte emendative che non sono state recepite vista la grossa pressione delle solite lobbies.
Per questo oggi abbiamo depositato il nostro parere contrario al provvedimento. Per cui il nostro giudizio complessivo non può, per i suddetti motivi, che vederci contrari. Anzi in questo contesto ci teniamo a ribadire la richiesta che venga immediatamente ritirato dal governo e riscritto tenendo in considerazione le nostre istanze e quelle di quei 27 milioni di cittadini che hanno votato 2 si nel 2011. Due sì contro la privatizzazione dei servizi pubblici locali tutti, e contro il profitto che su di essi le lobbies delle multiutility vorrebbe continuare a fare».

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