Che quando ci siano tragedie ed emergenze in molti ripetano la stessa solfa è noto: “Mettere in sicurezza gli edifici, fare la carta d’identità delle case, punire i furbi… “ Lo si dice sempre nei tempi dell’emergenza dopo ogni terremoto o frana o alluvione. E non lo si fa mai nei tempi ordinari della normalità. Dopo la terribile tragedia che ha fatto tremare l’Italia centrale e ha causato la morte a circa 300 persone, è arrivato l’ennesimo annuncio roboante del Governo: la creazione di CASA ITALIA!!!

Facciamo ordine e chiarezza su un progetto portato alla ribalta dai giornali a pochi giorni dal sisma come soluzione a quanto accaduto. Il 1 settembre veniva presentato dal sottosegretario De Vincenti in commissione straordinaria ambiente spiegando che il Paese Italia ha tutte le competenze tecnologiche per affrontare la prevenzione.

Ai nostri occhi si tratta dell’ennesima sovrastruttura creata per fare propaganda e poco altro. Infatti di nuovo nel progetto casa Italia c’è poco o niente, ad oggi non esiste nemmeno una bozza di documento ufficiale. Sappiamo solo da fonti stampa che il progetto mette in ballo 12 miliardi, ma poi in realtà questi soldi si scopre che sono in parte somme già previste da vecchi finanziamenti e vecchi progetti e in parte somme virtuali presenti solo sulla carta, atti varati precedentemente al sisma, fatte passare come la soluzione a quanto accaduto.

In sostanza Casa Italia sembra un’altra brutta copia di Italia Sicura e guarda caso alcuni temi sono gli stessi! Dagli articoli di giornale sono cinque i capitoli per la ricostruzione: Bonus fiscale, già previsto nell’ultima stabilità e allargato all’adeguamento sismico che il Cresme rileva non essere quasi per nulla stato utilizzato, anche perché non è stabilizzato! Dissesto idrogeologico, già il 7 ottobre 2015 facevamo conferenza stampa sull’analisi degli annunci fatti dal Governo per 5-7 mld dei quali solo 800milioni stanziati dall’attuale Governo (con il piano stralcio delle aree metropolitane) e i nuovi cantieri stentano a partire (comunque di questo se ne occupa già ITALIA SICURA) mentre tutti gli altri finanziamenti ad oggi ci risultano solo virtuali, infatti si arriva addirittura a proporre il ricorso prestiti” (in sostanza soldi che poi andranno restituiti, anche se a tassi agevolati) erogabili dalla Banca europea per gli investimenti (BEI). Edilizia scolastica idem con patate tutto fermo, grandi annunci ma in realtà dei 3 MLD ancora niente e anche per questo tema è già coinvolta ITALIA SICURA. Periferie ed aree degradate, programma avviato prima dell’estate per circa 700 milioni solo per capoluoghi e città metropolitane e non le aree interne al Paese, si tratta di un fondo per l’attuazione del programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie” – introdotto con la stabilità 2016, pertanto non si sa quante risorse andranno effettivamente all’edilizia scolastica perché lo stesso fondo copre, in generale, l’adeguamento delle infrastrutture destinate ai servizi sociali e culturali, educativi e didattici e non solo le scuole.

Da notare che è stato nominato appositamente un project manager, Giovanni Azzone rettore del Politecnico di Milano, e quale coordinatore il sottosegretario De Vincenti, per trattare gli stessi argomenti di Italia Sicura, quini Struttura di Missione che vedeva a capo prima D’Angelis e ora Grassi (entrambi di toscana provenienza). Si sa solo che il 6 settembre c’è stata un’audizione insieme a Renzi dei soggetti interessati a Casa Italia. Di fatto è una ridondanza di competenze sugli stessi temi, dai Ministeri competenti a questo tipo di strutture.

Vorremmo sapere perché ad esempio Renzi non ci informa su quanti cantieri nuovi sono partiti con i famigerati 800 milioni del piani stralcio contro il dissesto idrogeologico. Non è corretto fare propaganda (com’è abituato a fare questo Governo in momenti critici come questo), non si gioca sulla pelle delle persone, c’è bisogno di azioni concrete.

Condividi l'articolo su: Facebooktwittergoogle_plusFacebooktwittergoogle_plus