Caltagirone cede 10,8% di Acea al socio Suez, che diventerà il primo socio privato.
Sarà ripagato con un 3,5% di azioni Suez.
Suez è una multinazionale francese che lavora su acqua e rifiuti.
Caltagirone a questo giro non perde nulla, dal momento che il suo gruppo partecipa all’appaltone di Acea Spa, cioè fa manutenzioni esternalizzate.
Posso dire che il ragazzo sta in una botte di ferro.

Ampliando il ragionamento…
Veolia è l’altra multinazionale francese che lavora su acqua e depurazioni delle acque.
Suez partecipa attraverso Ondeo alla gestione dell’acqua di altri territori italiani.
Acea da tempo lavora anche sul campo dei rifiuti, vedi inceneritori nella provincia di Frosinone e di Terni.
Veolia ha lasciato da poco la Sorical, gestore dell’acqua in Calabria che si è rivelato un affare fallimentare.
Veolia è azionista di Idrolatina Spa che ha il 40% di AcquaLatina Spa, gestore dell’acqua di Latina e provincia che non versa in buone acque per il decennale contenzioso con la cittadinanza dato lo scarso servizio offerto (l’ultima conferenza dei sindaci dell’ATO4 ha dimostrato tutto questo).
Acea Spa ha avanzato interesse nell’acquistare le quote di Veolia in AcquaLatina.

Lo scopo finale del gioco è di creare l’ATO unico regionale, Acea ha anche avanzato interesse ad acquistare quote della Talete Spa di Viterbo, come annunciato più volte dalla giunta Zingaretti, nonostante l’approvazione della Legge 5/2014 che intendeva gestire il servizio idrico nel Lazio sulla base dei bacini idrografici, e come anche auspicato dal governo Renzi con il decreto legge Sblocca Italia (133/2014) che impone un solo gestore per Ambito Territoriale Ottimale. In sostanza, su un monopolio come l’acqua ci può lucrare un solo gestore alla volta!

In tutto questo, posso azzardare la seguente ipotesi: Veolia e Suez non si fanno la guerra e da bravi fratelli francesi si spartiscono i “mercati”. Quindi Veolia fuori Italia e Suez dentro.
Acea mi sembra più l’incudine attraverso la quale Suez si espande nel “mercato” italiano di acqua e rifiuti, due servizi pubblici locali che garantiscono utili.

 

Di seguito l’articolo di Repubblica…

20/03/2012 Roma, sede dell'Azienda Comunale Energia ed Ambiente ACEA

Caltagirone lascia spazio a Suez in Acea: i francesi diventano primi soci privati

Il gruppo transalpino di acque e rifiuti annuncia l’incremento della quota dal 12,5 al 23,3%: acquisterà titoli dall’imprenditore che è attualmente al 15,8%. In cambio, Caltagirone incasserà il 3,5% di Suez che viene valutato 293 milioni

 

MILANO – Caltagirone lascia spazio ai francesi di Suez nel capitale di Acea (il titolo), la società dei servizi ambientali controllata dal Comune di Roma. Il gruppo francese specializzato in gestione dei rifiuti e delle acque ha annunciato che intende aumentare la propria presenza nell’azienda italiana, passando dall’attuale quota del 12,5% al 23,3% grazie all’acquisto di azioni dal gruppo Caltagirone, che detiene il 15,8% di Acea.

Nella nota che dettaglia l’andamento dei conti semestrali, l’azienda transalpina spiega che la transazione dovrebbe avvenire attraverso l’emissione di nuove azioni Suez, che potrebbero rappresentare il 3,5% del capitale azionario della società francese, nel quale a questo punto salirà l’imprenditore italiano. A queste condizioni, il valore dell’operazione sarebbe di 293 milioni di euro; a ciò, la società aggiunge di essere impegnata in colloqui su una cooperazione industriale a lungo termine con Caltagirone. L’imprenditore entrerebbe dunque come socio stabile in Suez: in cambio della cessione del 10,8% di Acea sarà uno dei principali azionisti della società francese nell’energia alle spalle dei big Engie (la ex Gas de France, che ha una quota del 33,6%) e la spagnola Caixa (5,7%). Suez ha una capitalizzazione di Borsa pari a circa tre volte quella di Acea.

L’affare proietterebbe invece i francesi come primo socio privato di Acea, dietro il Comune che ha la maggioranza assoluta. Secondo il numero uno di Suez, Jean-Louis Chaussade, l’operazione di Acea sarebbe uno dei passi nella direzione di uno sviluppo verso l’Italia e la Spagna. Come riporta Reuters, il manager ha sottolineato che “Roma ha grandi problemi con il trattamento dei rifiuti e un gruppo come il nostro può esser d’aiuto”. Secondo gli analisti di Websim, il quasi raddoppio della quota Suez in Acea è una “notizia positiva che evidenzia l’interesse di lungo termine di un azionista e partner industriale. Sulla base dei numeri comunicati, le azioni Acea verrebbero valorizzate 12 euro”. Websim conferma la sua raccomandazione neutrale su Acea con un target price a 14,5 euro.

La società ha per altro comunicato proprio oggi i dati sul primo semestre, con un balzo dell’utile netto a un passo da 150 milioni (+50%).

Dentro Acea, ai tempi della giunta Marino, Caltagirone e i francesi si erano trovati fianco a fianco nella battaglia per non ridurre il numero di consiglieri d’amministrazione voluta da Roma Capitale, mentre qualche anno fa tra le due parti si parlava di un possibile subentro, ma a maglie invertite: con Caltagirone a rilevare la quota che i francesi parevano sul punto di dismettere. La società è tornata recentemente al centro dell’attenzione, quando l’allora candidata sindaca Virginia Raggi disse chiaramente la sua intenzione di cambiare i vertici di Acea, con effetti sul titolo in Borsa e il manifesto risentimento degli azionisti stessi. Gli analisti di Equita notano oggi che in realtà l’approvazione delle tariffe per l’acqua da parte della conferenza presieduta dalla sindaca Raggi è avvenuta in base ai meccanismi regolatori vigenti e nel rispetto del piano economico nell’interesse di tutti gli azionisti: per la Sim milanese è “una decisione molto positiva per Acea, che riduce i rischi regolatori nell’ambito della gestione idrica, settore che vale circa il 43%” dei margini del gruppo e con essa si riduce l’incertezza legata alle elezioni.

Gli annunci sono arrivati insieme alla semestrale, con utili per

Suez in crescita del 23,7% a 174 milioni e ricavi oltre le aspettative a 7,45 miliardi. Acea, ha recentemente calcolato l’ufficio studi di Mediobanca in un rapporto dedicato alle partecipate dagli enti locali, vanta risultati netti cumulati tra il 2010 e il 2014 di 560 milioni di euro.

http://www.repubblica.it/economia/finanza/2016/07/28/news/caltagirone-144950724/

 

Condividi l'articolo su: Facebooktwittergoogle_plusFacebooktwittergoogle_plus