Roma, 20 aprile 2016 – “L’acqua secondo il PD è chiaramente a gestione PRIVATA! Oggi il PD ha calato la maschera. Dopo aver stravolto la legge popolare in commissione ambiente a suo uso e consumo, il Governo non accetta neanche la stessa modifica del PD alla legge popolare e decide di eliminare la parola “prioritariamente” per l’affidamento della gestione In House dell’Acqua. È il solito teatrino del PD che sosteneva in questo modo di rispettare la volontà popolare. Ma così hanno definitivamente calato la maschera»: è il commento dei deputati della Commissione Ambiente del M5S alla Camera.

«Signori cari – dice la portavoce Federica Daga – non si interpreta un referendum che parla chiaro, 27 milioni di cittadini hanno chiesto di gestire l’acqua con enti di diritto pubblico e facendo partecipare la cittadinanza nelle decisioni che li riguarda. La legge popolare che hanno distrutto era l’unica risposta allo straordinario risultato del 2011. Il PD in Commissione ha tolto la possibilità ai Comuni di ripubblicizzare il servizio idrico, Comuni già strozzati dalle politiche di austerità, Comuni che sono invitati e grazie al Testo Unico dei Servizi Pubblici Locali del ministro Madia, obbligati a mettere sul mercato l’Acqua. Ora la legge stravolta dalla quale abbiamo voluto togliere le firme, perché siamo custodi della volontà dei cittadini e la vogliamo rispettare fino in fondo, altro non è che un pezzo di carta straccia che mette nero su bianco la fotografia attuale della gestione dell’acqua. Quindi questa legge è stata usata dal PD per tentare di lavarsi la faccia dalla privatizzazione spinta che imperversa da 20 anni e che noi vogliamo combattere per togliere l’acqua dal mercato e rispettare la volontà di 27milioni cittadini. Il PD può continuare ad ignorare il risultato del referendum ma non lo può cancellare. Per sua natura l’Acqua scorre, non si può fermare l’onda inarrestabile dell’acqua pubblica schiacciando un pulsante in Aula. La battaglia per l’Acqua Bene Comune non finisce qui».

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