nonNelMioNome

 

I deputati del PD sono in evidente difficoltà, ci troviamo costretti a costatarlo dalle dichiarazioni che stanno rilasciando in totale solitudine.
È necessario fare chiarezza.
Cosa è successo dal 2011 a oggi?
Aumento delle tariffe, distacchi indiscriminati, bollette pazze, infrastrutture al collasso, multe dall’europa, tutto a vantaggio di Spa anche quotate in borsa che usano le bollette come bancomat e che hanno consigli di amministrazione nominati dai partiti. Insomma, i soliti carrozzoni!
La risposta al voto referendario di 27 milioni di persone era la Legge popolare per l’Acqua Pubblica, che sanciva Accesso all’acqua garantito per tutti, Gestione pubblica e partecipata, Risparmio idrico e Tutela dall’inquinamento.

Era fino a ieri. Con l’abrogazione dell’articolo 6, che parla di “ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico integrato”, e degli articoli 7 e 12 più altre parti, il PD ha di fatto stracciato e distrutto il Cuore della legge, vanificato il voto referendario del 2011, affossato completamente la volontà popolare.
Per questo oggi abbiamo ritirato tutti gli emendamenti rimasti del m5s, ritirato le firme dal testo di legge, perché questo scempio si faccia “non nel mio nome” e abbiamo abbandonato i lavori di commissione, lasciando la maggioranza da sola contro la volontà di 27 milioni di cittadini.

La prima firma resterà in capo alla Mariani del PD che, in quanto toscana, dovrebbe avere chiaro cosa sta succedendo a partire dalla sua regione, il banco di prova delle gestioni private, e che dalla sua regione si sta allargando la ragnatela del potere economico finanziario che siede in molti cda delle aziende che gestiscono i servizi pubblici locali. La gestione dell’Acqua in mano al PD è quella delle nomine politiche come quella della Dott.ssa Gaia Checcucci al Minisetro dell’Ambiente in quota Nuove Acque Spa, Suez e Ondeo. Una privatizzatrice con potere decisionale su un bene comune, praticamente un ossimoro!

Ma quale regalo agli interessi che “diciamo a parole di combattere”! Rispediamo al mittente, il PD, questa sciocca accusa! Certo se i Governi, con le loro norme e decreti, non avessero privatizzato già quasi tutto, la ripubblicizzazione non avrebbe chissà quale costo. Dopodiché basterebbe ridurre le agevolazioni fiscali alle banche e tassare l’utilizzo delle bottigliette di plastica anche di 1 solo centesimo, e usare meglio i soldi che si incassano dalle tasse pagate dai cittadini onesti per togliere dalle grinfie dei privati la gestione dell’Acqua nel breve periodo. Quelle aziende private e anche quotate in borsa che, in oltre 10 anni, non hanno fatto gli investimenti necessari, né depurazioni e fognature per le quali siamo in infrazione europea e il Ministero dell’Ambiente ha fatto partire i commissariamenti degli impianti.

Domani alle 14.30 parteciperemo alla Conferenza Stampa indetta dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua insieme agli altri membri dell’intergruppo parlamentere per l’Acqua Bene Comune.
La nostra battaglia per una gestione pubblica e partecipata, limpida e trasparente non si ferma qui.

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