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Il 29 Ottobre scorso ho presentato ad ACEA ATO 2 una richiesta di accesso agli atti sulle Case dell’Acqua per avere chiarimenti rispetto alle procedure di progettazione, istallazione e manutenzione delle stesse, ma ad oggi ancora non ho avuto una risposta.

Questo fatto è gravissimo, ma come Movimento 5 Stelle non intendiamo fermarci, infatti in questi giorni i  nostri consiglieri di Città Metropolitana  e dell’Ato2 stanno ripresentando l’accesso agli atti perché intendiamo far luce su questa faccenda.

L’inganno da parte delle istituzioni nei confronti dei cittadini sulle casette dell’acqua sta nel farle sembrare vantaggiose dal punto di vista economico, ma è un puro e semplice inganno perché viene omesso che questi impianti sono realizzati con fondi pubblici.

Infatti Acea Ato 2 nella Conferenza dei Sindaci ha autorizzato, con Delibera n° del 2014, di inserire negli investimenti coperti dalla tariffa del SII, l’importo di 3 milioni di euro per la realizzazione di 100 Case dell’Acqua solo nel territorio di Roma, quindi altro che gratuite, i cittadini si trovano inconsapevolmente costretti a finanziare con le loro bollette l’ennesimo servizio non essenziale.

L’acqua e il suo accesso vanno intesi come “bene comune” e quindi gratuiti, visto che ogni casetta ha un costo medio di 30 mila euro questi soldi si potrebbero investire nella manutenzione dei famosi Nasoni, piuttosto che sperperare soldi pubblici per qualcosa che è utile solo agli installatori che ottengono finanziamenti pubblici e tariffe vantaggiose e ai politici locali che, trovano il modo di spendersi politicamente tali installazioni verso i loro potenziali elettori.

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