Di seguito tre botta e risposta a colpi di comunicati stampa sulla battaglia che portiamo avanti in commissione ambiente per l’Acqua Pubblica in questi giorni.

Daremo battaglia fino in fondo!!!

 

acquaEmendamenti

‪‎Acqua‬, M5S: il Pd la vuole privata!

Roma, 8 marzo – «Hanno mostrato il vero volto del “Partito della gestione industriale dell’acqua” i deputati del Pd oggi in Commissione Ambiente. Nel primo giorno di discussione della proposta di legge sull’acqua, proposta nata dal lavoro dei comitati e con l’impegno di un intergruppo di deputati, il Pd ha presentato una serie di emendamenti che vanno decisamente contro lo spirito della legge»: è il commento dei deputati M5S della Commissione Ambiente.

«Noi abbiamo proposto emendamenti in armonia con i principi della legge e del referendum del 2011 – spiega Federica Daga, prima firmataria della proposta di legge – mentre di fatto quelli del Pd intendono abrogare gli articoli che permettono la ripubblicizzazione dell’acqua. Facendoci portavoce dei comitati abbiamo chiesto loro di ritirare gli emendamenti e per tutta risposta ci hanno dati degli “ideologizzati che fanno discorsi strumentali”. Noi vogliamo solo che sia rispettato lo spirito della legge, del referendum e dei comitati proponenti. Borghi ha detto che il Pd non può sottostare alla dittatura delle minoranze. Parlano proprio loro che impongono il gestore unico, meglio se privato, alla faccia di ciò che hanno votato 27 milioni di cittadini. Quegli emendamenti devono essere ritirati».
Domani, dalle 14, si ricomincia. Per ora non sono ancora arrivati i pareri del governo.

 

ACQUA, BORGHI (PD): GRILLINI MISTIFICANO E VOGLIONO AUMENTARE LE TASSE

(9Colonne) Roma, 8 mar – “Non c’è neanche una riga dei testi dei nostri emendamenti in cui si parli della privatizzazione dell’acqua. Al contrario, vi è una chiara indicazione da un lato alle gestioni pubbliche in house a totale partecipazione comunale e vi sono clausole che assicurano il diritto ai 50 litri giornalieri come quantitativo minimo vitale garantito per persona, a dimostrazione della logica di equità e di garanzia alla quale i nostri emendamenti sono ispirati. Il Movimento 5 Stelle, per l’ormai consueto clichè politicistico che intende individuare in ogni circostanza il Pd come la sentina di tutti i mali, confonde artatamente le acque -è il caso di dirlo- per sfuggire da due macroscopici limiti delle sue proposte. Ovvero quello di voler scaricare sulla fiscalità generale il peso del ritorno all’interno del perimetro della pubblica amministrazione del servizio idrico integrato, valutabile nell’ordine di diversi miliardi, e quindi di conseguenza aumentare le tasse a carico dei cittadini per un’operazione di evidente stampo ideologico. La strada proposta dal Pd non prevede né l’aumento delle imposte né la difesa dei carrozzoni, ma la valorizzazione dell’efficienza del sistema attraverso una corretta pianificazione che mantenga le tariffe a livelli contenuti per garantire erogazione del servizio e realizzazione degli investimenti. Il Pd ha già dato risposte coerenti ai 27 milioni di italiani che abrogarono le norme del decreto Ronchi nel giugno 2011, stabilendo che nel codice degli appalti, così come nella riforma delle partecipate, verrà riconosciuta la peculiarità del servizio idrico integrato e la sua funzione pubblica. Nessuno di noi ha mai proposto, né mai lo farà, la privatizzazione dell’acqua. Ma bisogna che i grillini si informino, perchè la gestione ha natura e finalità pubblica anche laddove esercitata da soggetti diversi dall’azienda speciale. Non capiamo, infine, il motivo del ritiro dei nostri emendamenti. Si ha forse paura di dialogare, di confrontarsi, di entrare nel merito? Gli emendamenti sono lo strumento con i quali ciascun gruppo esprime la propria idea politica, e se si vuole ottenere una sintesi ci si confronta nel merito di essi. Ma pretendere che la maggioranza rinunci alle proprie idee, e addirittura sottoscriva acriticamente le idee della minoranza (alcune delle quali anche tecnicamente irrealizzabili) appare a metà strada tra il naif e il propagandistico”. Lo dichiara il capogruppo del Pd in commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera, Enrico Borghi. (red) 081711 MAR 16

 

Acqua, M5S: “Nuove tasse nella proposta di legge? Borghi vaneggia
Roma, 8 marzo 2016 – «Sulla legge sull’acqua il Pd e Borghi hanno evidentemente le idee molto confuse», è il commento dei deputati della Commissione Ambiente del M5S.
«Giusto per puntualizzare, visto che Borghi continua a mistificare – lui sì! – la realtà: gli emendamenti Pd cancellano ripubblicizzazione, questi sono i fatti – sottolinea Federica Daga, M5S, prima firmataria della legge – dal M5S nessun aumento tasse, tanto è vero che proponiamo tutte le coperture nel testo di legge e nei nostri emendamenti, per esempio tramite una riduzione delle agevolazioni fiscale alle banche. E capiamo che questo può causare più di un problema al Pd».

«Strano, al contrario, che il fondo per le infrastrutture idriche proposto dal Pd risulti senza coperture anche secondo il ministero dell’Ambiente tanto è vero che hanno dovuto procedere ai soliti commissariamenti e siamo in attesa dell’ennesima condanna dall’Europa su fognature e depurazioni. In questo momento probabilmente il Pd è in difficoltà, tanto che hanno bisogno di narrare la favoletta che non intende privatizzare l’acqua. In effetti è meglio precisare che le loro leggi e i decreti hanno già di fatto avviato la privatizzazione della gestione dell’acqua».
«La legge che abbiamo ripresentato a nome del forum italiano dei movimenti dell’acqua – spiega la Daga – come intergruppo Acqua bene comune parla della gestione dell’Acqua e della volontà di 27 milioni di cittadini di ripubblicizzare la gestione. Se non ne sono convinti ci chiediamo perché il PD l’ha voluta firmare?Per poi stravolgerla a suo piacimento? I carrozzoni che noi non vogliamo sono esattamente quelli che loro sostengono: le grandi multiutility che si mangiano i profitti senza garantire l’efficienza del servizio. Domani la discussione continua in commissione e noi non faremo un passo indietro, sulla gestione dei servizi pubblici locali non si scherza e daremo battaglia fino in fondo».

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