Quanto accaduto oggi in Ato2 è stato davvero vergognoso.
La mano longa del Governo, che non può andare contro se stesso, ha deciso di non decidere e di conseguenza di non dare voce ai 112 Sindaci della provincia di Roma che, compatti, hanno dichiarato il parere negativo alla fusione, 112 Sindaci che non contano nulla all’interno della Conferenza dei Sindaci essendo Roma la città più popolosa.

Di seguito i comunicati stampa diramati oggi!

assemblea sindaci

DAGA, FRUSONE (M5S): In Ato2 decide il Governo, i Sindaci non contano nulla!

Roma 17 Febbraio 2016

“Questa mattina si è tenuta la Conferenza dei Sindaci dell’Ato2 alla quale insieme al collega Luca Frusone e ai Comitati per l’Acqua e lavoratori abbiamo assistito ad una delle più tristi pagine della democrazia, quando il profitto e gli interessi economici vincono sulle scelte dei cittadini.” Dichiara la Daga

“La Conferenza dei Sindaci non ha potuto votare ed esprimersi sui vari punti all’ordine del giorno, tra i quali la fusione tra Acea Ato2 e Ato5, perché il Commissario governativo Tronca non si è presentato facendo mancare il numero legale. Il Commissario in questo modo ha scelto per tutti!.  – proseguono Daga e Frusone – Ha scelto per i 112 Sindaci dell’Ato2 che invece erano presenti e contrari a tale fusione. Ha scelto di non tenere conto della loro voce e di quella dei Comitati dell’Acqua col fine di lasciare libera Acea di procedere alla fusione per silenzio assenso, seguendo le indicazioni del Governo Renzi che spingono l’acceleratore su fusioni aggregazioni e privatizzazioni.”

“Ci tengo a sottolineare ai signori di Acea Spa di cui sono diventata recentemente azionista   – prosegue la Daga – che anche noi come i Sindaci presenti alla Conferenza impugneremo l’eventuale fusione qualora decidessero di procedere per silenzio assenso. Questo perché non c’è stata nessuna inerzia da parte delle istituzioni questa volta. C’è invece stata la scientifica volontà da parte del Governo, per tramite del Commissario Tronca, di non far esprimere e dare valore alla posizione contraria dei Sindaci a questa fusione.”

“Domani saremo presenti alla Conferenza dei Sindaci di Ato5 Frosinone che invece ci auguriamo voti compatta contro questo scempio.” – affermano Daga e Frusone

“Così come, al fianco dei piccoli azionisti, sarò presente all’Assemblea dei Soci di Acea Spa, perché pretendo trasparenza e ritengo necessario fare chiarezza sul bilancio e sulle scelte di Acea in tutte le sedi possibili”! – conclude la Daga- 

Acea: sindaci dell’Ato2 compatti contro la fusione e contro l’assenza “colpevole” di Roma

Questa mattina a Palazzo Valentini si è giocata una partita fondamentale per la gestione dell’acqua e per la democrazia di 112 comuni del Lazio.
 
Compatti oltre 100 sindaci della Provincia di Roma hanno detto NO all’istanza di fusione tra il gestore idrico della provincia di Roma e quello della Provincia di Frosinone, approvando un documento ufficiale in cui annunciano battaglia legale contro Acea, nel caso l’azienda non tenesse conto del dissenso espresso.
 
Il paradosso della partecipatissima assemblea dei sindaci di questa mattina è stata infatti l’assenza del Comune di Roma, un’assenza arrogante e colpevole, come affermato da più interventi, perché punta a rendere nullo il voto degli altri 100 comuni, configurandosi, di fatto, come un assenso ad Acea.
 
È emerso chiaramente come l’assenza del Sub-Commissario Spadoni, addetto alle partecipate e al patrimonio pubblico di Roma, sia stata il frutto di una precisa scelta politica da parte del governo commissariale: le fusioni e le privatizzazioni piacciono al Governo Renzi, piacciono ai vertici di Acea… piacciono anche a Spadoni, come più volte da lui stesso affermato, quindi l’espressione democratica e contraria di 111 sindaci è un fastidio, un ostacolo da aggirare, magari con un accordo sottobanco con il Presidente di Acea Ato2 Saccani, lui sì oggi presente.
 
Ma quello di oggi certo non si può definire “silenzio-assenso” alla fusione, secondo la formula che Acea Ato2 vorrebbe far valere, fingendo che la votazione di oggi non sia mai esistita. Una votazione che, se Roma fosse stata presente, avrebbe finalmente messo un freno anche alla pratica dei distacchi idrici, inserendo nel nuovo regolamento l’obbligo dei flusso idrico vitale anche nei casi di morosità. Forse a Spadoni piacciono anche i distacchi idrici…
 
Sullo stesso punto si pronunceranno domani a Frosinone i sindaci dell’Ato5, dopo il no della consulta d’ambito.
 
Si apre una nuova fase di scontro sull’acqua nel Lazio, in cui i sindaci e le comunità locali dovranno essere protagonisti, per non farsi schiacciare da logiche aziendali che nulla hanno a che fare con l’interesse dei cittadini, come questa vicenda dimostra.
 
Uno scontro che non può lasciare fuori la giunta regionale e l’Assessore Refrigeri: è sempre più chiaro che il suo immobilismo sulla Legge 5/2014 fa il paio con il silenzio del Sub-commissario Spadoni: un regalo ad Acea!
 
È invece il momento di uscire allo scoperto, e scegliere se stare con l’acqua pubblica, o con Acea!
 
Roma, 17 febbraio 2016
 
Coordinamento romano acqua pubblica
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