acqua_diritto
Da giorni ci occupiamo della questione fusione Ato2 Spa e Ato5 Spa che sono rispettivamente i gestori dell’Acqua di Roma e provincia e di Frosinone e provincia.
Lo stiamo facendo con atti in parlamento e in Città Metropolitana.
E’ fissata la Conferenza dei Sindaci della provincia romana per lunedì 8 febbraio che vede all’ordine del giorno due punti:
1. gradimento della proposta di Acea di fusione aziendale interna
2. approvazione del nuovo regolamento d’utenza sulla provincia di Roma
Alla Conferenza dei Sindaci dell’Ato2 dovrà partecipare anche Roma Capitale che, per popolazione, è il Comune con maggior peso nelle decisioni che riguardano tutto il territorio della provincia. Chi andrà in rappresentanza del Comune di Roma è il Sub-Commissario Bruno Spadoni che ha la delega alle aziende partecipate del Comune.
Stamattina ho incontrato il Sub-Commissario Spadoni insieme a rappresentanti del Coordinamento Romano per l’Acqua Pubblica.
Insieme abbiamo spiegato quale significato ha l’aggregazione delle due partecipate di Acea in rapporto alla vittoria referendaria del 2011, in rapporto alla Legge Regionale n. 5/2014 che prevede un diverso assetto degli Ambiti Territoriali Ottimali per bacini idrografici e non per provincia, e qual è il servizio realmente svolto sui territori da entrambe le società.
E’ stata sollevata la questione Ato5 che sta mettendo in mora l’Acea Ato5 Spa per inadempienze come è stata sollevata la questione del minimo vitale di acqua giornaliero da inserire nel regolamento d’utenza, essendo assente nella proposta fatta da Acea Ato2 Spa.
Questo perché il Collegato Ambientale prevedeva delle misure sulla morosità/distacchi idrici e demandava all’AEEGSI la definizione di tempi e metodi, peccato che l’AEEGSI abbia ben pensato di rigirare la frittata ai gestori che così se la cantano e se la suonano con la logica conseguenza che manterranno le stesse modalità di gestione dei distacchi adottate finora, quella modalità che ha portato l’Antitrust a multare pochi giorni fa Acea Ato2 Spa per 1milione e mezzo di euro circa. A tal proposito è stata presentata una proposta di modifica dal Coordinamento Romano Acqua Pubblica e il Sub-Commissario si è impegnato a chiedere modifica in sede di Conferenza dei Sindaci.
Il Sub-Commissario intende comunque mantenere la linea del Governo, quindi quella della privatizzazione, delle fusioni aziendali, della creazione di grandi player internazionali che possano competere sul mercato finanziario (l’Acqua non è una merce, vorrei ricordare).
In fondo la Legge sull’Acqua che stiamo discutendo in Commissione Ambiente alla Camera va in direzione ostinata e contraria alla linea di Governo, come la Legge Regionale n. 5/2014, come la volontà popolare espressa con i referendum 2011. Si chiede la ripubblicizzazione del servizio idrico, il Governo crea blocchi ai Comuni e li inventiva alla vendita delle partecipate perdendo così sovranità sui servizi essenziali alla cittadinanza.
Non finisce qui, perché a maggio è prevista l’Assemblea dei soci di Acea Spa e il Comune di Roma possiede il 51% delle quote aziendali. Ad oggi non sappiamo chi andrà a rappresentare Roma Capitale in tale sede. Ho annunciato che abbiamo depositato un esposto nell’aprile 2015 alla Corte dei Conti perché facesse controlli sul bilancio di Acea Spa.
Devono essere tutti informati dei fatti per poter prendere le giuste decisioni.
Di seguito riporto una nota stampa del CRAP, dove si mettono in evidenza i punti principali discussi con il Sub-Commissario.
Lunedì prossimo è quindi prevista la Conferenza dei Sindaci, che non si riuniva da quasi due anni, aperta al pubblico con inizio alle 10.30.
Io sarò presente, non me la voglio perdere per nulla al mondo.
Federica Daga.
 
 
 
La fusione tra AceaAto2 e Acea Ato5 può attendere, 
urgente invece garantire il flusso idrico vitale a tutti i cittadini!

Oggi una delegazione del Coordinamento Romano Acqua Pubblica ha partecipato ad un incontro con il Sub-commissario Bruno Spadoni, con delega alle partecipate di Roma Capitale, in merito alla proposta di fusione tra Acea Ato2 e Acea Ato5, rispettivamente soggetti gestori dell’acqua nella provincia di Roma e di Frosinone.

Una fusione sulla quale i comuni della provincia di Roma sono chiamati ad esprimere un parere nella prossima conferenza dei sindaci, lunedì 8 febbraio, nonostante Acea Ato2 avesse provato a comprimere i tempi decisionali a 30 giorni, con una lettera datata 23 dicembre, trascorsi i quali si sarebbe avvalsa del “silenzio-assenso” dei comuni.

Una proposta di fusione che forse il management di Acea vuol far passare come una mera riorganizzazione societaria, ma che presenta una serie di elementi di criticità, sui quali lo stesso Sub-Commissario Spadoni ha affermato di non essere informato. Affermazione preoccupante, dato che nel suo ruolo rappresenta l’azionista di maggioranza di Acea SpA, e che il suo voto nella conferenza dell’8 febbraio ha un peso maggiore di quello di tutti gli altri comuni!

Nell’incontro di oggi, e nella lettera in calce inviata a tutti gli enti locali dell’Ato2, si sottolineano gli elementi critici più macroscopici, primo fra tutti la messa in mora da parte dei sindaci dell’Ato5 del gestore ACEA ATO 5 S.p.A. per inadempienze contrattuali e l’avvio della procedura di risoluzione del contratto.

Già solo questo elemento evidenzia come sia necessario che i comuni abbiamo più tempo per approfondire gli aspetti tecnici e le ripercussioni in termini di servizio per i cittadini di un’operazione di fusione con un’azienda appena messa in mora!

Ma sono in campo anche altri elementi, come la qualità degli investimenti fatti in Provincia di Roma, la sanzione di 1,5 milioni di euro appena imposta dall’Antitrust ad Acea Ato2 per pratiche commerciali scorrette, il percorso di una legge regionale che sta definendo nuovi ambiti territoriali e sul quale sono previste due interrogazioni consiliari per mercoledì 3 febbraio…

Tutto mette in luce come un “gradimento” a questa operazione sarebbe più un atto di fede nei confronti del management di Acea, che una valutazione consapevole di merito, e come il Commissario Spadoni avrebbe tutti gli elementi per sospendere i termini di una decisione che sicuramente supera la “gestione ordinaria” cui i commissari sono preposti.

Su un aspetto è invece necessario agire con urgenza: la garanzia del diritto all’acqua attraverso la regolamentazione del rapporto con gli utenti morosi. Un aspetto sul quale gli amministratori saranno chiamati ad esprimersi l’8 febbraio, votando il nuovo regolamento di utenza, nel quale il Commissario Spadoni si è impegnato a far inserire la clausola della garanzia del flusso minimo vitale anche in caso di morosità, come previsto dal Collegato ambientale.

Un impegno importante, cui siamo certi seguirà altrettanto impegno nel prendere tutto il tempo necessario alla valutazione della proposta di fusione, nonostante l’evidente “fretta” di Acea.

Roma, 01 Febbraio 2016.
Coordinamento Romano Acqua Pubblica
 
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