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Il 17 marzo 2014, la Regione Lazio, su spinta di comitati e enti locali che hanno presentato una legge di iniziativa popolare regionale, ha approvato la legge n. 5 per la gestione pubblica e partecipata del servizio idrico: una buona legge di principi che, se non concretizzata, rischia di rimanere una vittoria parziale.

Da allora il coordinamento regionale acqua pubblica sta spingendo per la revisione concreta della gestione dell’acqua nel Lazio, e ha proposto una nuova convenzione di cooperazione e una nuova suddivisione territoriale in ABI (Ambiti di Bacino idrico) che consentirebbero una gestione più vicina alle comunità locali, una reale gestione integrata del ciclo idrico.

Si tratta di un testo che va in direzione contraria a quella portata avanti dai governi passati, dal Governo Renzi e da Acea, che puntano invece a grandi fusioni societarie sotto il cartello delle “sorelle dell’acqua” attraverso la costituzione di un Ato unico regionale, soluzione vista con favore anche da parte del PD laziale e fotocopia dell’Autorità Idrica Toscana (dove 53 Sindaci decidono delle sorti di 287 Comuni).

Siamo alle battute finali di questa avventura regionale che svelerà chi sta con l’Acqua Pubblica e chi con Acea e i suoi interessi speculativi.

Il primo appuntamento è domani alla Pisana, sede del Consiglio Regionale del Lazio, dalle ore 10 in avanti, qui la discussione di alcune modifiche alla legge 5 potrebbe aprire la breccia anche attraverso un “atto di forza” a favore dell’Ato Unico regionale e quindi dei privatizzatori.

L’attenzione deve essere alta fino al 30 settembre e forse oltre, scadenza imposta dalla Sblocca Italia per tutte quelle regioni che ancora non hanno ridefinito gli ATO ormai scaduti.

Attiviamoci per informare la cittadinanza ed essere presenti domani al Consiglio Regionale del Lazio!

L’Acqua è vita, è un diritto e non una merce!

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