ADESIVO CONTATORI_ultimo

A Cagliari siamo di fronte ad un attacco al diritto all’accesso all’acqua, nei confronti di diverse famiglie in difficoltà economiche che, da qualche tempo, vivono in scuole occupate. In sostanza si sono visti staccare l’Acqua perché l’art.5 del Piano Casa di Lupi del 2014 non permette di allacciare servizi essenziali a chi non ha titolo di occupare uno stabile.
Si tratta di decine di famiglie indigenti, molti bambini e alcuni adulti gravemente malati che, per disperazione, hanno deciso di occupare alcune strutture comunali inutilizzate e che ora si trovano costrette anche a stare senza acqua perché il gestore idrico Abbanoa ha disposto il distacco.

L’articolo 5 del decreto-legge n. 47 del 2014, cosiddetto: «piano casa», ormai convertito in legge, ha l’obiettivo di impedire che chiunque occupi senza alcun titolo un immobile possa chiedere la residenza e l’allacciamento ai pubblici servizi (gas, luce, acqua e altro). Questo articolo pone a nostro avviso dubbi di costituzionalità.

Il diritto all’acqua nonché ai servizi igienico-sanitari è un diritto umano essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani.

Come è avvenuto a Bologna, il Sindaco Zedda potrebbe emanare un’ordinanza di immediato riallaccio, ma allo stato attuale l’amministrazione si è dimostrata inerte.

Per questo ho interrogato i Ministri della Salute e dell’Ambiente e chiedendo quanto segue leggi qui

COMUNICATO STAMPA DEI COMITATI PER L’ACQUA
L’acqua è un diritto umano e
come tale va garantito a tutti

Appare in tutta la sua gravità il fatto che a Cagliari diverse famiglie costrette a vivere in scuole, abbandonate da anni, si vedano negare il diritto all’accesso all’acqua potabile, in alcuni casi da più di un anno.

Qualsiasi motivazione addotta a discolpa da parte del gestore Abbanoa e dell’amministrazione comunale risulta cinica e strumentale.

L’acqua è un diritto umano, e come tale prescinde dalla condizione giuridica ed economica delle persone. Lo ha riconosciuto l’assemblea generale dell’ONU nel 2010. Pertanto, questo diritto, deve essere garantito a tutti e tutte.

Per difendere questo diritto è stato fatto un referendum nel 2011, per sottrarre l’acqua e la sua gestione al mercato che questo diritto mette in secondo piano rispetto agli obiettivi di profitto.

Per questi motivi ci battiamo contro il taglio del rifornimento idrico anche ai cittadini morosi ed in difficoltà economiche.

Per questo motivo ci battiamo contro i processi di privatizzazione dell’acqua che il governo e alcune amministrazioni locali stanno praticando in Italia.

Intendiamo quindi denunciare l’inerzia dell’amministrazione comunale nel voler risolvere un problema tanto grave soprattutto vista la presenza in questi stabili di minori e malati e chiediamo con forza al Sindaco di Cagliari Massimo Zedda, come responsabile della salute pubblica, di ordinare il riallaccio immediato attraverso un’ordinanza.

Segnaliamo al riguardo un precedente per cui, nell’aprile scorso, il Sindaco di Bologna ha ordinato il riallaccio ad uno stabile occupato in cui vivono in totale 60 persone, tra cui 22 minori di 10 anni, sei neonati nati durante l’occupazione, anziani e disabili.

Auspichiamo, dunque, di vedere risolta questa incresciosa vicenda perchè come siamo soliti ripetere, si scrive acqua, si legge democrazia!

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Comitato AcquaBeneComune di Planargia e Montiferro

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