E’ in corso l’incontro tra il Coordinamento dei Comitati per l’Acqua Pubblica della Regione Lazio e una rappresentanza del Consiglio Regionale per parlare dell’impegno che Consiglio e Giunta ancora non hanno ancora portato a termine nonostante i termini per legge siano scaduti da mesi: definire la suddivisione degli ambiti territoriali ottimali per bacini idrografici come previsto dalla legge n. 5 del 2014.

I comitati sono tanti e chiedono che si partecipi tutti all’incontro, magari preparando una stanza più grande che accolga tutte tutti coloro che hanno a Cuore il tema dell’Acqua.

Ecco cosa annunciava in anteprima per oggi, il Coordinamento Acqua Pubblica Lazio.

REGIONE… SECONDO ROUND

Il 2 di luglio il presidente del Consiglio Regionale e la conferenza dei capigruppo ha preso l’impegno di rincontrare i comitati dell’acqua pubblica con l’assessore Refrigeri il 20 luglio, dopo che la Commissione Ambiente avrà già calendarizzato la proposta n. 238, quella scritta dai comitati e presentata da dieci consiglieri regionali, e che l’iter di questa andrà avanti a prescindere da quel che farà la giunta.
Siamo consapevoli che questo primo e parziale risultato sia stato ottenuto solo grazie ai cittadini che con la loro azione hanno posto il Consiglio Regionale dinanzi alla proprie responsabilità.
E siamo altrettanto consapevoli che il 20 luglio dovremo avere la capacità di ottenere che la nostra proposta sia presentata e votata in aula prima della pausa estiva, ovvero entro la prima settimana di agosto, per evitare il rischio che con la legge 5/2014 sia archiviata anche la democrazia e la volontà popolare.
Siamo peraltro consapevoli che non saranno le buone ragioni ed il buon diritto – da soli – a strappare il risultato e che per farlo sarà ancora necessario il peso dei cittadini.
Non siamo quindi nelle condizioni di aderire all’auspicio del Presidente del Consiglio Regionale, che chiedeva per il 20 una delegazione ristretta.
Il movimento dell’acqua è un movimento fondato su un’idea partecipata di democrazia e, se pur ci affidiamo a chi può partecipare agli incontri, non deleghiamo a nessuno la nostra rappresentanza.
Il 20 luglio Capigruppo ed assessore dovranno confrontarsi con le persone – tutte le persone – che avranno modo e tempo di essere presenti.
Quelli saranno i custodi – e non i rappresentanti – di quel popolo che nel 2011 ha stabilito che la gestione dell’acqua deve essere pubblica e partecipata.

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