COMUNICATO STAMPA: LE MANI DELLA CAMORRA SULL’ACQUA – RIPRISTINARE SUBITO LA DEMOCRAZIA

Apprendiamo dai media che la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha dato mandato per l’esecuzione di 13 provvedimenti cautelari nei confronti di presunti esponenti e favoreggiatori del clan dei Casalesi. Tra i destinatari di tali provvedimenti spicca il nome dell’On.le Carlo Sarro, Deus Ex Machina della GORI s.p.a. da più di 3 anni, nonché quello dell’ex deputato Tommaso Barbato, regista della creazione e gestione del servizio acquedotti regionale.

I reati sarebbero stati commessi proprio in riferimento al loro nella gestione degli appalti relativi al servizio idrico e fognario dell’Acquedotto Regionale e della GORI SpA. L’esito delle gare, secondo le indiscrezioni giornalistiche, sarebbe stato condizionato permettendo l’aggiudicazione degli stessi lavori a ditte riconducibili al boss Michele Zagaria.

Non vogliamo sostituirci alla magistratura e capiremo dall’evolversi dell’indagine gli elementi di dettaglio delle varie responsabilità penali, ma riteniamo doveroso puntualizzare, proprio alla luce di quanto accaduto, che bisogna chiudere un ciclo in Regione Campania rispetto alla (mala) gestione delle risorse idriche che dura da più di un decennio.

Non bastano le dimissioni dell’on. Sarro dal suo ruolo di Commissario idrico, abbiamo la necessità di una ripresa in carico delle comunità locali della gestione della risorsa idrica!

Le ultime vicende giudiziarie sono solo la punta dell’Iceberg di anni in cui nelle stanze chiuse si è privatizzato il servizio , ci si è adoperati con vere e proprie operazioni vessatorie nei confronti degli utenti, tutto a vantaggio degli interessi dei grandi gruppi multinazionali e della malavita organizzata.

Per questo chiediamo con forza e senza indugio al Presidente della Regione Campania:

Il ripristino immediato delle assemblee dei sindaci con poteri decisionali.

La questione Sarro/ATO3/GORI nonché quella che vede protagonista Tommaso Barbato con l’acquedotto regionale sarà la cartina al tornasole della nuova Amministrazione Regionale,  onde verificare sul campo la reale volontà di invertire la rotta di un decennio di privatizzazione e malaffare. E’ necessario favorire il percorso di ripubblicizzazione dal basso, sul modello ABC di Napoli, anche negli altri territori e smetterla con commissariamenti e competenze affidate a uomini soli al comando,.

I comitati che fin dalla prima ora hanno denunciato e lottato contro questo tipo di gestione, saranno ancora in prima fila con iniziative volte ad attuare concretamente nei nostri territori la gestione pubblica, solidale, ecologica e partecipata del bene comune acqua.

15/07/2015

Coordinamento Campano per la gestione pubblica dell’acqua Rete Civica dei comitati acqua pubblica dell’ATO3 Sarnese – Vesuviano

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