Di seguito il comunicato diffuso dal Comitato bolognese in merito alla vicenda del riallaccio dell’acqua ordinato dal Sindaco Merola ad uno stabile occupato in cui vivono in totale 60 persone di cui 22 sono minori di 10 anni, sei neonati nati durante l’occupazione, anziani e disabili.
Da quanto divulgano i media, è in atto l’avvio di un’indagine da parte della Procura nei confronti dell’amministrazione comunale per verificare la violazione dell’art. 5 del cosiddetto Piano Casa voluto dall’ex ministro Maurizio Lupi.

La norma prevede che “chiunque occupi abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge”.

In aula alla Camera abbiamo esposto questa diretta conseguenza: il non accesso al diritto all’acqua a cui tutti hanno diritto!
Dopo Torino e Cagliari, ora Bologna.
Sembra evidente che la questione dei distacchi e quindi del diritto all’accesso all’acqua potabile stia divenendo sempre più un’emergenza su tutto il territorio nazionale.
Ma si sa, questo governo punta alla emarginazione delle classi sociali meno abbienti…

Federica.

Comunicato stampa

L’acqua è un diritto umano, e come tale va garantito a tutti (occupanti compresi)

La polemica politica di questi giorni, sulla decisione dell’amministrazione comunale di Bologna e del sindaco Merola di garantire il rifornimento idrico alle persone che stanno occupando alcune strutture è totalmente infondata, cinica e strumentale, ed inoltre ci dice che chi la sta portando avanti non conosce gli estremi legali del problema.

Un anno fa il Comitato Acqua Bene Comune di Bologna, presentò un esposto alla magistratura contro il sindaco Merola, che decise di tagliare l’acqua ad un gruppo di occ