Le foto riportate, si riferiscono al super condominio situato in zona Termini a Roma. E’ ormai la terza volta che Acea passa a staccare l’acqua, questa volta lo fa portando via il contatore e limando una valvola per evitare che il condominio possa attaccarsi alla rete idrica in altro modo.
Si tratta di una pratica odiosa e punitiva che va avanti ormai da mesi e che Acea applica senza guardare in faccia nessuno, senza nemmeno rispettare la risoluzione dell’ONU dell’Assemblea generale del 28 luglio 2010
(GA/10967). L’ONU ha dichiarato il diritto all’acqua un diritto umano universale e fondamentale.
La risoluzione sottolinea ripetutamente che l’acqua potabile e per uso igienico, oltre ad essere un diritto di ogni uomo, concerne la dignità della persona, è essenziale al pieno godimento della vita, ed è fondamentale per tutti gli altri diritti umani. La medesima risoluzione raccomanda gli Stati ad attuare iniziative per garantire a tutti un’acqua potabile di qualità, accessibile, a prezzi economici e assicurare che venga garantito il quantitativo minimo vitale di 50 litri al giorno per persona (basta ridurre il flusso alla mandata con un riduttore di flusso).
Da questa mattina alle 10:00, 90 famiglie sono di nuovo senz’acqua.
Si tratta di un Super Condominio dove il Comune possiede una serie di appartamenti per i quali non ha pagato la quota spettante della bolletta dell’Acqua.
Ci vedo interruzione di pubblico servizio, rischio sanitario, inagibilità dei locali ora abitati.
Senza contare che il Comune di Roma aveva approvato ben due mozioni contro i distacchi idrici nel settembre 2013.

 

Abbiamo anche depositato un’interrogazione sul tema dei distacchi e di ciò che causa tale pratica:http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/08519&ramo=CAMERA&leg=17

Riporto un articolo uscito su Fanpage di Roma:

Il Comune è moroso? Acea stacca l’acqua a 90 appartamenti

Rabbia e sconcerto a via Giolitti, dove Acea ha staccato l’acqua a tre palazzine a causa della morosità del Comune di Roma. Un’inquilina racconta: “Ci avevano assicurato che Acea e istituzioni stavano trovando una soluzione, ma al momento circa 300 persone sono senza acqua, tra cui anziani e bambini”.
“Hanno staccato l’acqua a 90 appartamenti, qui ci vivono circa 300 persone tra cui anziani allettati e famiglie con bambini piccoli. Sono anni che questa storia va avanti Acea e il Comune di Roma non si mettono d’accordo e a pagarne le conseguenze siamo noi inquilini”. Siamo a via Giolitti, strada che corre parallela alla Stazione Termini in pieno centro. A parlare è Anna Mazzone, che vive qui dal 2010, in un super condominio comprendenti i numeri civici 101, 119 e 137. Sono palazzi originariamente di proprietà del comune di Roma, in cui molti condomini hanno riscattato la loro casa e dove il comune ha deciso, di vendere gli appartamenti ancora di sua proprietà con l’ultima (contestatissima) delibera sull’alienazione del patrimonio pubblico. Ed è proprio il comune di Roma a risultare moroso nei confronti di Acea per una cifra di circa 37mila euro, secondo quanto raccontato dagli inquilini.

“Già avevano provato a staccare il contatore due volte nelle ultime settimane ma eravamo riusciti ad evitarlo – racconta ancora Anna – ma oggi alle 11.00 sono tornati i tecnici e hanno tolto l’acqua a tutti, visto che abbiamo un contatore unico al civico 119. Eppure avevamo ricevuto rassicurazioni da Acea e dalle istituzioni su una risoluzione della vicenda. Eravamo anche disponibili a procedere con i distacchi singoli, pagando più di 1000 euro per uno”. Ma non c’è stato nulla da fare a quanto pare, Acea, azienda a capitale a maggioranza pubblico, ha deciso di procedere con il distacco per morosità come sempre più spesso sta accadendo in questi mesi. Nel 2013 Acea e Comune di Roma strinsero un accordo (a quanto pare mai rispettato), tramite cui il comune si impegnava a sanare la sua situazione in tre tranche. “Il paradosso è che non solo le nostre case saranno vendute a prezzo di mercato e non potremo comprarle – spiega un inquilino di una casa di proprietà comunale – Ma ora siamo ancora senza acqua per colpa del comune di Roma”.

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