ACQUA, POTABILE E TRASPARENTE. PROPOSTA DI LEGGE PER LA TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI.
È su Lex la proposta di legge sull’acqua potabile e trasparente. 
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Che acqua beviamo dai rubinetti? Troppo spesso a questa domanda il cittadino non riesce ad avere risposte per mancanza di trasparenza da parte di regioni, ASL e gestori del servizio idrico.
Per la sua conformazione geografica il paese ha a disposizione grandi riserve di acqua, ultimamente mal gestite, che vede il cittadino si rivolge al mercato delle acque in bottiglia.
Purtroppo i recenti scandali che hanno visto coinvolti gli acquedotti di varie regioni, dalla Calabria all’Abruzzo passando per il Lazio, con acqua all’arsenico o ai solventi clorurati distribuita a centinaia di migliaia di persone, rivelano l’esistenza di forti criticità del sistema e di carenze delle norme attuali. Inoltre inizia ad essere evidente la condizione di inquinamento che affligge le falde acquifere di molte regioni.
Per questa ragione il M5S deposita una proposta di legge volta a riformare in maniera profonda il sistema di controllo dell’acqua potabile, oggi regolato dal Decreto legislativo 31/2001.
La proposta di legge pone al centro dell’attenzione il tema della trasparenza e dell’accesso ai dati dell’acqua potabile da parte dei cittadini. Oggi in moltissime aree del paese ASL e gestori non mettono a disposizione sul WEB o non aggiornano i dati relativi ai controlli che pure sono quasi quotidiani.
Altro aspetto qualificante della proposta è l’introduzione di un Piano di sicurezza delle acque destinate al consumo umano, strumento suggerito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il Piano dovrà essere incentrato non solo sulla qualità dell’acqua ma anche sulla sua disponibilità, tenendo conto degli effetti potenziali dei Cambiamenti climatici in atto. Il Piano dovrà essere elaborato dalle regioni con con la partecipazione dei cittadini. Inoltre si prevede che il Ministero della Salute rivaluti i limiti di legge ogni tre anni sulla base delle evidenze scientifiche, introducendo altresì nuove linee guida per la ricerca da parte delle ASL di sostanze non tabellate ma ugualmente pericolose e la valutazione degli effetti sinergici sulla salute di sostanze che possono essere presenti contemporaneamente nell’acqua.
La proposta preclude la captazione di acque potabili da siti inquinati e nelle aree immediatamente a valle.
Infine, a tutela del diritto dei cittadini ad avere acqua salubre e “trasparente”, si aumentano notevolmente le sanzioni pecuniarie che oggi sono risibili e si introducono sanzioni penali per i casi più gravi di violazione delle norme sulla potabilità, prevedendo anche nei casi più gravi la decadenza dell’affidamento del servizio per le società di gestione.


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