Una giornata storica nel rispetto dei referendum sull’Acqua.
Oggi il Consiglio Regionale ha approvato la Legge popolare sulla gestione pubblica del servizio idrico.
Un testo presentato dai cittadini del Coordinamento Acqua Pubblica Lazio e da 40 Comuni della Regione, utilizzando lo strumento del referendum propositivo previsto dallo Statuto.
La voce dei cittadini entra nel Governo Regionale, dopo un anno di pressioni da parte di quei comitati che, dopo aver vinto il referendum del 2011, oggi VINCONO DI NUOVO!
Gestione dell’Acqua: Pubblica e Partecipativa!
La Legge 31 recepisce in pieno la volontà popolare dei referendum del 2011.
Un risultato straordinario raggiunto grazie alla presenza costante dei comitati e dei Sindaci nelle due giornate di Consiglio Regionale dedicate alla discussione della legge, che ha contribuito a bloccare ostruzionismi vari e volontà di modificare i principi fondanti del testo.
Il Lazio diventa così volano e stimolo per l’approvazione di leggi popolari in tutte le altre regioni.
Unica nota dolente, la maggioranza non ha avuto il coraggio di garantire ai comuni in gestione provvisoria o sotto commissariamento la libertà di gestire in autonomia il servizio idrico invece di obbligarli a passare al gestore dell’ATO di zona.
Il testo finale definisce che l’acqua non è una merce e va gestita senza finalità di lucro, crea un fondo per favorire la ripubblicizzazione del servizio idrico, restituisce un ruolo centrale agli Enti Locali, ridefinisce gli ambiti territoriali ottimali (ATO) in base ai bacini idrografici, permette ai comuni di organizzarsi in consorzi e affidare l’acqua anche ad enti di diritto pubblico, rende partecipe la cittadinanza nella gestione dell’acqua.

Se il Governo nazionale minaccia privatizzazioni, le cittadine e i cittadini promettono che non faranno un passo indietro sul diritto all’Acqua.

L’Acqua non si vende, l’Acqua si difende!

 

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