Io sono d’accordo al finanziamento pubblico ai partiti, perché questi possano essere indipendenti da pressioni esterne, e sono d’accordo al rimborso elettorale quando i soggetti che lo ricevono lavorano a favore degli interessi dei cittadini.
I partiti ormai hanno dimostrato ampiamente di non aver fatto gli interessi dei cittadini ma i propri interessi e quelli delle lobby, a partire dal NON rispetto della volontà popolare del referendum del 1993 e successivamente di quello del 2011 quando è stata scelta una gestione pubblica e partecipativa e senza profitto dell’acqua.
27milioni di persone sono rimaste completamente inascoltate a oltre due anni da una vittoria straordinaria.
In entrambe i casi, quanto uscito dalla porta è stato fatto rientrare dalla finestra.
La democrazia rappresentativa ha fallito, non c’è più.
Finanziamento pubblico e profitto per i privati, ricadono sulle spalle dei cittadini. Cittadini strozzati come lo sono i Comuni, dalle politiche fallimentari di austerity, che potrebbero beneficiare dei fondi destinati ai rimborsi elettorali.
Il parlamento avrà nuovamente legittimità democratica, solo quando rispetterà la volontà popolare.

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