E’ notizia di oggi che la Sig.ra Lanzillotta ha ripresentato al Senato il suo emendamento per la privatizzazione dei servizi pubblici locali e degli altri servizi di Roma Capitale, come già aveva fatto nel decreto cosiddetto Salva-Roma del dicembre scorso.
Quel decreto che, alla fine, era stato ritirato da Napolitano a fine 2013 grazie alla mobilitazione di un’intera città contro privatizzazioni selvagge, licenziamenti di massa, vendite inutili di patrimonio pubblico e grazie al nostro intervento nelle sedi istituzionali.

E riecco tutto nel decreto Mille-Proroghe.

C’è stato un referendum nel 2011 dove 27 milioni di italiani hanno dato una chiara indicazione ai governi futuri: FUORI L’ACQUA DAL MERCATO, FUORI I PROFITTI DALL’ACQUA.
Il referendum riguardava tutti i servizi pubblici locali. Quella vittoria ne ha impedito l’imminente privatizzazione forzata alla quale aspirano tutti i promotori di un Paese Liberista (un deputato ha definito così l’Italia in Aula, peccato che non l’ho trovato scritto da nessuna parte nella Costituzione!)

E il Sindaco Marino dichiara: “l’Acqua deve rimanere pubblica“:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2014/01/23/Salva-Roma-Marino-acqua-resti-pubblica_9950984.html

Forse non è chiaro al Sindaco di Roma che i cittadini non hanno più voglia di essere presi in giro.

Il servizio idrico ATTUALMENTE e per legge è soggetto a logiche di mercato e nelle bollette è ancora presente il PROFITTO cancellato dal referendum n.2.
Perché dico questo?
1. grazie al decreto Salva Italia di Berlusconi, nel 2011 viene affidato all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas il compito di definire un nuovo metodo tariffario (transitorio e retroattivo!)
2. grazie al decreto Destinazione Italia, ora in esame alla Camera, si modifica la legge sulle autorità garanti del mercato aggiungendo le parole “e servizio idrico” dopo energia elettrica e gas, assegnando così definitivamente la regolazione e il controllo dell’Acqua all’AEEG
3. l’AEEG ha trasformato la quota di remunerazione del capitale investito in oneri finanziari, lasciando così il profitto in bolletta!

Le authority regolano il mercato di un bene o di un servizio! Il profitto ha cambiato nome!
VI SEMBRA RISPETTOSO DELLA VOLONTA’ POPOLARE???

Simpatico l’appello dei suoi colleghi del PD (che nel 2012 il movimento per l’acqua ha dovuto convincere ad agire per evitare di vendere un ulteriore 21% delle quote azionarie di Acea Spa in mano al Comune di Roma):
http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/economia/dettaglio/nRC_23012014_1458_364980286.html

Non mi basta che Acea Spa resti per il 51% di Roma Capitale, questa è già la situazione attuale!
Ho la strana sensazione che, per il PD, difendere il risultato referendario significhi:
– mantenere la situazione attuale, quindi tenersi Società per Azioni che gestiscono l’Acqua il cui scopo sociale è di creare utili per gli azionisti e non dare un servizio alla cittadinanza,
– insistere a sostenere che Acea Spa sia un’azienda pubblica quando il Comune di Roma conta come il due di picche nel Consiglio di Amministrazione,
– non fare nulla per ripubblicizzare il servizio idrico per oltre due anni dal referendum e per oltre 5 anni dal deposito della proposta di legge popolare depositata nel 2007 e lasciata nei cassetti a prendere polvere!

Ripubblicizzare significa: usare la forma dell’azienda speciale di diritto pubblico e far partecipare i cittadini e i lavoratori alle decisioni dell’azienda. Creare un sistema diverso da quello attuale fallimentare.

Questi signori stanno VENDENDO le nostre vite!
Quale obiettivo migliore se non mettere le grinfie sul bene comune Acqua per avere un profitto assicurato?
Finanziarizzano tutto pur di ricavare profitto!
Strozzano gli Enti Locali deliberatamente con il patto di stabilità interno, così da impedire loro di effettuare i giusti investimenti sui servizi al cittadino! Lo potremmo chiamare “patto di destabilizzazione sociale”! (cit.)
Privatizzano Cassa Depositi e Prestiti nel 2003 per far entrare le Banche private nel credito degli Enti Locali! Che vuol dire? Che le Banche non avevano mai prestato soldi agli Enti Locali perché non potevano, che gli Enti Locali hanno utilizzato unicamente il risparmio postale dei cittadini per promuovere investimenti territoriali a favore degli stessi cittadini dal 1860 al 2003 a un tasso di interesse veramente basso!

Le politiche di AUSTERITY hanno fallito e non sono piaciute agli elettori che hanno premiato Monti con il 9% dei voti alle scorse politiche.

Chissà se è chiaro che non ci interessa più l’attuale sistema economico e che intendiamo crearne uno completamente diverso incentrato sui diritti dei cittadini ai beni comuni?

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