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OSTIA, ACEA: STACCATA ACQUA A CONDOMINIO CHE HA PAGATO TUTTE LE BOLLETTE
Il condomio ha decurtato dalle bollette la voce “remunerazione di capitale investito” voce abrogata dai referendum del 12 e 13 giugno Gianluca Peciola, capogruppo di Sel in Campidglio:  “Il comportamento dell’azienda che gestisce il servizio idrico romano presenta quindi diversi profili di illegittimità e risulta lesivo di un diritto umano”.
RedazioneOstia (RM) – “Questa mattina la società che gestisce il servizio idrico a Roma ha eseguito il distacco della fornitura di acqua al condominio di via Alessandro d’Aste 3 ad Ostia in cui vivono 12 famiglie. Il condominio ha pagato tutte le bollette ma ha aderito alla campagna di ‘obbedienza civile’ lanciata dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, decurtando dalla bolletta la parte della ‘remunerazione di capitale investito’ quale elemento di determinazione della tariffa abrogata dai referendum del 12 e 13 giugno. Questo è già il secondo caso in pochi mesi di interruzione del servizio idrico da parte di Acea ad un condominio che ha giustamente dato seguito agli esiti referendari. L’acqua è un bene comune e  un diritto umano universale non assoggettabile a meccanismi e logiche di mercato. Il comportamento dell’azienda che gestisce il servizio idrico romano presenta quindi diversi profili di illegittimità e risulta lesivo di un diritto umano. Abbiamo scritto una lettera ai vertici di Acea chiedendo, oltre all’immediato ripristino dell’utenza idrica al condominio di Ostia, di rispettare il contenuto della mozione approvata dall’Assemblea Capitolina il mese scorso, al fine di dare avvio ad un confronto per la ripubblicizzazione dell’azienda e la gestione pubblica del servizio idrico“. Lo dichiara in una nota Gianluca Peciola, capogruppo di Sel in Campidglio.
Nota del Coordinamento Romano Acqua Pubblica “Abuso dì potere da parte di Acea ATO 2: ancora distacchi dell’acqua a chi rispetta il referendum”
“Ancora una volta, questa mattina Acea ha provveduto a staccare l’acqua ad un condominio che ha regolarmente pagato il servizio nel rispetto della legge e della volontà popolare, decurtando dalla bolletta la voce “remunerazione del capitale”, abrogata dai referendum di giugno 2011.L’azienda idrica decide, dunque, di rispondere per la seconda volta con i distacchi alla campagna di “obbedienza civile” lanciata dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua dopo la vittoria referendaria, lasciando senza un bene primario decine di famiglie tra cui anziani, bambini piccoli, e un inquilino in condizioni di disabilità.
Se i vertici di Acea, come dichiarano pubblicamente, perseguitano i “morosi” perchè preoccupati per le casse dell’azienda, consigliamo loro di ridurre i dividendi distribuiti agli azionisti (64 milioni nel 2012), di aumentare gli investimenti sulle reti per azzerare le dispersioni idriche, e di mettere i propri lavoratori in condizione di lavorare per il cittadino e al suo fianco, liberandoli dall’ingrato compito di attuare i distacchi.Si apre oggi una seria questione anche per il Sindaco Marino e tutta l’amministrazione capitolina visto che il 12 settembre scorso, sull’onda di una mobilitazione a seguito di un altro distacco dell’acqua, è stata approvata una mozione (n. 25) in cui si legge testualmente “l’Assemblea di Roma Capitale impegna il Sindaco e la sua Giunta ad intervenire con un atto politico ed efficace sulla questione dei distacchi idrici per morosità, affinché Acea Ato2 cessi una pratica lesiva di un diritto umano”.
Dopo questo ennesimo sopruso il Sindaco non può non intervenire sulla ex municipalizzata: ha un mandato preciso da parte dei consiglieri comunali ma ancor di più da parte di oltre 1.200.000 cittadini che hanno votato SI’ al referendum.
La Giunta e il Sindaco devono decidere se stare dalla parte dei cittadini e dei diritti o dei privati e dei loro profitti!Da parte nostra ricordiamo che la strada per il rispetto dei diritti e della volontà dei cittadini romani è già stata indicata con la proposta di ripubblicizzazione di Acea, poichè è ormai evidente che non sarà possibile garantire il diritto all’acqua fino a che i privati non saranno finalmente usciti dalla sua gestione, in modo da rimettere al centro gli interessi della città e non i profitti di pochi speculatori.Anche su aspetto questo suggeriamo al Sindaco di seguire l’indicazione dell’Assemblea Capitolina contenuta nella delibera 25, aprendo finalmente con i comitati per l’acqua pubblica un tavolo partecipato sulla situazione e sul futuro di Acea Ato2, piuttosto che intrattenere rapporti epistolari e a mezzo stampa con la dirigenza Acea e con quegli stessi azionisti privati responsabili dell’attuale situazione. Il Coordinamento Romano Acqua Pubblica, insieme a tutti i cittadini che intendono opporsi a questa ennesima prepotenza, saranno mobilitati domani per ottenere l’immediato riallaccio dell’acqua nel condominio di Via Alessandro d’Aste a Roma Lido.
L’acqua è un diritto: basta distacchi, basta profitti!”

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