Rapiti da apparenti urgenze, finiamo spesso per rimanere pressoché indifferenti e silenti di fronte ai pericoli per il futuro e alle reali possibilità di Cambiamento che, davanti a noi, attraversano la Storia.

Quello che sta accadendo, e a breve potrebbe accadere davvero, in Siria ed in tutto il Medioriente è una di quelle poche cose che certamente non saranno cancellate con una votazione o una legge elettorale.

Siamo di fronte alla volontà da parte della superpotenza militare USA di aggredire, perché senza il mandato Onu di un’aggressione si tratterebbe, lo Stato sovrano della Siria. E stavolta con sicure ripercussioni a livello internazionale.
Questo, dopo aver “ignorato”, salvo fornire armi, per due anni migliaia di vittime e centinaia di migliaia di profughi, con arroganza e brama di guerra tali da non tenere conto neanche dei tempi richiesti dall’Onu per analizzare le prove raccolte, da parte di chi si è già macchiato della farsa delle armi chimiche, non è tollerabile, non è accettabile, e va condannato in maniera chiara e ferma.

È per questo, e tanto altre ragioni, che sento la necessità di contribuire nel mio piccolo a dare forza all’appello di Papa Francesco e mandare un fortissimo segnale dall’Italia e tutto il mondo per fermare la guerra.

Che finalmente scoppi la Pace e dalle coscienze dei singoli arrivi fino a chi, stanco forse di giocare a Monopoli con i bisogni e i diritti degli esseri umani, scommette il loro futuro in una partita a Risiko.

Sogno che un giorno non ci siano più confini politici, perché credo che la terra sia una e unica e noi siamo qui solo di passaggio.

Restiamo Umani.

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