Lo scorso 6 agosto il Giudice di Pace di Chiavari ha condannato la Idrotigullio Spa a restituire ad un’attivista del comitato locale, in quanto utente del servizio idrico integrato, oltre che la quota di “remunerazione del capitale investito” comprensiva di interessi, percepita dalla società dal 21 luglio 2011 al 31 luglio 2011, anche 600 euro di spese legali liquidate per via equitativa.

L’aspetto più interessante della sentenza ricade su diversi passaggi in cui si contesta la presunta potestà legislativa dell’AEEG, Autorità per il Gas e l’Energia, con riferimenti precisi al referendum del 2011 e vengono espressi seri dubbi sulle sue nuove delibere in campo tariffario.
Per la prima volta non solo viene data ragione al cittadino non essendo ancora in vigore il nuovo sistema tariffario, che secondo l’AEEG garantirebbe i rimborsi della quota eliminata via referendum, ma si sottolinea che il metodo tariffario (sul quale il Giudice di Pace esprime in ogni caso notevoli riserve) deve essere subordinato al risultato normativo del referendum.

Di seguito l’annuncio dei Comitati locali per l’Acqua Pubblica

Dopo una lunga battaglia legale durata un anno al giudice di pace di Chiavari possiamo finalmente gioire della vittoria di Elisabetta, che ha preteso da Idrotigullio la restituzione del 22% della sua bolletta, la quota di profitto che attualmente (e illecitamente) ancora paghiamo a valle del referendum del 2011, contestata anche dalla campagna nazionale di Obbedienza civile del Forum dei Movimenti per l’Acqua.
La sentenza oltre a ribadire più volte il valore legislativo -troppo spesso dimenticato- dell’istituto referendario riconosce anche all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, autorità che ha prodotto il nuovo sistema tariffario che subdolamente aggira il referendum (per questo denominato “taruffa”, cioè tariffa-truffa), un limitato potere amministrativo comunque subordinato all’esito referendario ed esprime sinceri dubbi sul fatto che il nuovo metodo possa anche in futuro garantire qualsiasi tipo di rimborso.
Se ne ricordino anche i nostri sindaci che da tempo oppongono al Forum dei Movimenti per l’Acqua le scuse più impensabili per non riconoscere l’esito referendario, in un gioco delle tre carte tra Conferenza dei Sindaci, gestore e Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas che a più di due anni dal referendum ha davvero passato ogni limite.
E’ bene ribadire a questi signori che questa di Elisabetta era solo una causa pilota ma ora viene il bello: non ci fermeremo fino a quando non verrà avviato un serio processo di ripubblicizzazione che cominci con la totale ed immediata eliminazione di ogni forma di profitto dall’acqua.
Non ci hanno fermati, contro di noi, i professionisti di uno degli studi legali più famosi e importanti di Genova: su di essi hanno avuto la meglio il coraggio di Elisabetta, un atto di citazione messo assieme sulle mailing list facendo tesoro dell’esperienza di persone che hanno lottato una vita, un avvocato patrocinante, Rino Tortorelli, anche lui militante nel comitato acqua pubblica, il sostegno del Movimento Consumatori ma soprattutto le centinaia di persone che hanno partecipato ai vari flash mob ed espresso solidarietà ad Elisabetta nei modi e nelle forme più diverse.
Questa è la nostra forza, tante gocce d’acqua che formano un fiume impetuoso. E non ci fermeremo davanti a nulla.
Comitati Acqua Pubblica Genova e Tigullio
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

 

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