Grazie
Presidente,

negli ultimi giorni, il Governo ci ha nuovamente impegnati nell’analisi di un DECRETO LEGGE, il numero 69 di quest’anno. Rileviamo quindi ancora una volta lo spostamento della funzione legislativa dal Parlamento al Governo, che ha ritenuto urgente il produrre un’ottantina di articoli che vanno a trattare gli argomenti più disparati. L’ennesimo decreto omnibus emesso sull’abuso dell’articolo 77 della Costituzione che fa riferimento a casi di necessità e urgenza.

Continuare ad abusare di questo strumento senza elementi di straordinarietà, dal nostro punto di vista, ha l’obiettivo di sdoganarne l’utilizzo e perpetrare lo svuotamento delle funzioni legislative del Parlamento.
E’ quindi innanzitutto chi fa parte di questo Parlamento che deve riporre l’abitudine al disuso verso una corretta funzione del suo ruolo, perché è proprio questa abdicazione che permette, da diverse legislature a chi ricopre incarichi di Governo, di operare da legislatore anziché da mero esecutore.

Fatta questa indispensabile premessa, evidenzio alcuni punti riscontrati
dal gruppo del M5S presente in commissione ambiente:
  • per gli inceneritori, definita fonte assimilata per produzione di energia, inizialmente era prevista una rimodulazione delle tariffe concesse agli impianti in regime CIP6, in esercizio convenzionato da meno di otto anni; nella sua versione passata in commissione ci siamo ritrovati con una proroga degli incentivi per altri 4 anni. Abbiamo tentato di abrogare completamente l’articolo, ma la marchetta ai privati che gestiscono l’incenerimento di rifiuti è rimasta. Si sta parlando di contributi presi dalle bollette dei cittadini che fruttano un introito di oltre tre miliardi di euro all’anno, che andrebbero
    utilizzati per incentivare forme di energia pulita.
    Sottolineo che il Governo considera gli inceneritori di “particolare utilità sociale” dimenticando che la direttiva europea consente l’incenerimento unicamente come strumento di ultima istanza in assenza di alternative evolute.Chiediamo al Governo di spiegarci qual è l’utilità sociale di cui sono
    portatori gli inceneritori visto che è scientificamente provato che producono patologie gravi come tumori e malformazioni fetali!!!
    Siamo di fronte ad una marchetta bella e buona! Ed è inoltre l’ennesima dimostrazione che un ciclo dei rifiuti basato sull’incenerimento non sta economicamente in piedi: è sostenuto solo dalle nostre tasse e dagli incentivi, con tutto questo denaro pubblico l’Italia potrebbe investire sulla strategia rifiuti zero che garantisce recupero di risorse sotto forma di materiali e tutela l’ambiente in cui viviamo. Nel Governo e in quest’aula, a chi giova continuare ad incenerire la salute dei cittadini?
  • OPERE INUTILI: sono stati stanziati fondi per le grandi opere, secondo noi non necessarie né urgenti, mentre sono state destinate briciole per la messa in sicurezza delle scuole. In quest’aula è chiara solo agli occhi dei parlamentati 5 stelle la volontà politica del governo di assecondare gli appetiti dei soliti pochi noti “imprenditori coi soldi degli altri”, anziché
    garantire la salute e la sicurezza della collettività?
  • Vengono concesse ulteriori semplificazioni in materia edilizia. Nel giro di pochi anni si è assistito ad una modifica continua del Testo Unico dell’Edilizia che, per semplificare la legge, l’hanno resa più confusa e incerta, creando enormi problemi agli uffici comunali competenti. E’ evidente che non si può rilanciare il settore edile,
    smantellando le regole. Qui si parla di modifica delle sagome nelle ristrutturazioni e modifiche alle norme sull’agibilità degli edifici. Si va a far cadere, per gli interventi di demolizione e ricostruzione, il vincolo della necessità di mantenere la sagoma, escludendo dalla disciplina solo gli edifici vincolati. E si inserisce la possibilità ai costruttori di rendere agibile anche solo una parte dell’intero lotto in via di costruzione.
  • Mi chiedo: tutto questo è crescita economica? O semplicemente marchette per quelle lobby che massimizzano i profitti socializzando le perdite con i fondi statali?
  • Andiamo all’articolo 41: Disposizioni in materia ambientale. In primis, sottolineiamo l’inopportunità di intervenire con un decreto legge su disposizioni del testo unico ambientale (la 152 del 2006) nato con legge delega. Modifiche a tale testo andrebbero assunte nell’ambito e nel rispetto del disegno organico previsto nella legge delega e non si prestano a episodiche modifiche che rischiano di compromettere una strategia complessiva di tutela ambientale. Sull’art. 41 è stato svolto un intenso lavoro per disinnescare enormi criticità introdotte nella versione del Governo. Il testo, nella sostanza, permetteva alle aziende di far finta di risolvere il problema contaminazioni delle falde acquifere.Sulla questione si è espresso persino il Professor Enzo Di Salvatore, professore di Diritto Costituzionale all’Università
    di Teramo, affermando che “Subordinare l’eliminazione della fonte di inquinamento oltreché a possibilità tecniche anche al presupposto che ciò sia economicamente
    sostenibile 
    per il privato che inquina si sostanzia in una prevalenza degli interessi economici del privato sul diritto alla salute e all’ambiente salubre. Ciò viola anche il diritto dell’Unione europea e segnatamente il principio chi inquina paga”. Abbiamo assistito ad una mobilitazione di cittadini e associazioni che puntualmente hanno sollevato le criticità presenti nel testo iniziale e si sono attivati nel far pressione sui parlamentari affinché questi ultimi si adoperassero nelle commissioni e in Aula.

    Come m5s abbiamo voluto dare un seguito queste sollecitazioni e contributi ricevuti puntando
    i piedi
    in commissione ambiente e nelle notturne della commissione bilancio producendo emendamenti e discutendo animatamente per ottenere:
    1. l’eliminazione del principio che le bonifiche si possano effettuare solo se “economicamente sostenibili” per l’inquinatore anche in presenza di rischio sanitario conclamato!
    2. l’eliminazione della generica attenuazione della contaminazione
    3. l’inserimento della priorità per interventi più efficaci.

Citando
un comunicato diffuso dai comitati che sollecitavano il Parlamento nei giorni scorsi: “ricordiamo al Governo la necessità che il tema delle bonifiche sia messo al centro dell’agenda politica visto che riguarda presente e futuro di milioni di cittadini ed è l’occasione per un territorio nazionale degradato di essere risanato e poter costituire la base per un’economia durevole. Questo
è il “fare” che i cittadini si aspettano.”

Per il m5s la partecipazione cittadina alla gestione della cosa pubblica è fondamentale, per questo invitiamo nuovamente la cittadinanza tutta a darci in futuro quei suggerimenti preziosi che non possono far altro che aiutare il Parlamento a legiferare verso una corretta gestione del bene comune.

Ai Parlamentari rinnoviamo quindi l’invito a riprendersi il ruolo che gli compete,

a questo Governo, probabilmente ultima espressione del tentativo di mantenere il potere in poche mani, sollecitiamo una condotta che dia priorità unicamente all’interesse collettivo che vede nella Salute dell’Ambiente e dei cittadini un obiettivo irrinunciabile. GRAZIE!

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