La settimana del 10 luglio ci ha visti impegnati nella lettura del testo partorito dal Governo chiamato Decreto del Fare”, posto in prima analisi alla Camera.
La sede referente, cioè chi la va a discuterlo ed emendare fisicamente, sarà una congiunta di commissioni bilancio e affari costituzionali.
Tutte le altre commissioni vengono interpellate per la stesura di pareri con suggerimenti.
Ogni gruppo del m5s presente nelle varie commissioni ha prodotto una serie di emendamenti al testo che andava a toccare gli argomenti più disparati.
In totale, tutti i gruppi parlamentari, producono la bellezza di 2.500 emendamenti.
La presidenza della commissione bilancio decide di far presentare solo un numero di emendamenti per gruppo parlamentare. Il m5s ne deve scegliere solo 75.
Ognuno di noi si è preso uno o più articoli di competenza della commissione ambiente.
L’art. 41 è quello di cui mi sono occupata e di seguito racconto la sua avventura…
 
In Parlamento succedeva che…il commento dai comitati interessati
15 luglio 2013
La scorsa settimana le Commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio hanno proseguito l’esame in sede referente del cosiddetto “Decreto del Fare” e proseguiranno a partire da domani (convocazione per martedì 16 Luglio ore 10.30).

Mentre le Commissioni Giustizia, Affari Esteri, Finanze, Cultura, Ambiente, Lavoro, Affari sociali, Commissione Agricoltura, Commissione Politiche UE in sede consultiva, hanno espresso alle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio pareri favorevoli, anche con condizioni e osservazioni. Solo la Commissione Trasporti ha proseguito l’esame del provvedimento.

Segnalo in allegato il parere favorevole approvato dalla Commissione Ambiente in cui vengono indicate alcune condizioni.
In particolare ne vengono segnalate alcune in merito alla questione delle bonifiche e tutela delle acque (art. 41 del decreto).
Se venissero accolte sarebbe sostanzialmente eliminato il principio della sola “attenuazione” dell’inquinamento anche in presenza di rischio sanitario conclamato e ciò sarebbe certamente un fatto positivo.
D’altra parte rimane un fatto assolutamente grave, ovvero gli interventi di bonifica e messa in sicurezza permanente continuano a rimanere subordinati alla loro sostenibilità economica, il che potrebbe far giungere al paradosso per cui chi ha più inquinato, dovendo sostenere costi maggiori, ne sarebbe praticamente esentato.

Pertanto, anche alla luce del grande numero di emendamenti presentati, è opportuno e necessario mantenere alta l’attenzione e continuare a monitorare l’iter parlamentare del decreto.

16 luglio 2013 – martedì (quando le azioni di pressione sui parlamentari funzionano)
L’emendamento all’art.41 (che modifica l’art.243 della Legge 152 del 2006) presentato in commissione ambiente dal PD e modificato con il contributo del m5s, viene ad essere completamente stravolto in una riformulazione fatta dai funzionari del Ministero dello Sviluppo Economico.
Durante la seduta pomeridiana della commissione Bilancio/Affari Costituzionali (referente per la votazione degli emendamenti al Decreto del Fare) si sentono urla dalla sala accanto dove i funzionari dei ministeri ambiente e sviluppo economico discutevano animatamente con esponenti della maggioranza. Nella sostanza si è sentito dire: “ma allora non ve ne importa nulla? Sono arrivate centinaia di segnalazioni nelle nostre caselle di posta elettronica dalla cittadinanza!!!”
 
17 luglio 2013 – mercoledì fino alle 2:30 AM
Il testo riformulato nel pomeriggio è stato nuovamente modificato e presentato con il numero 41.27 alla commissione bilancio. Erano ancora presenti le paroline “a costi sostenibili”.
Dopo aver fatto togliere dalla prima stesura dell’emendamento in commissione ambiente la formulazione “ove possibile ed economicamente sostenibile”, abbiamo fatto togliere ogni tipo di riferimento all’incidenza della parte economica in caso di bonifica delle acque nei siti inquinati.
Il concetto è che la salute dell’ambiente e della cittadinanza viene prima di qualsiasi ragione economica di qualsiasi azienda o ente pubblico responsabile dell’inquinamento della falda acquifera.
Dopo aver discusso animatamente in commissione bilancio, abbiamo ottenuto l’eliminazione delle paroline magiche e abbiamo fatto riformulare il testo ai funzionari dei ministeri coinvolti.
L’emendamento 41.27 passa a maggioranza.
 
17 luglio 2013 – mercoledì mattina dai comitati
Questa notte nelle commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio in sede referente è stato approvato un emendamento (Proposta emendativa 41.27) che modifica in senso positivo l’art. 41 del Decreto Fare.
La nuova formulazione eliminerebbe le due questioni più pericolose: a) il principio di attenuazione dell’inquinamento senza eliminarne le sue fonti; b) il subordinare la bonifica di un sito inquinato all’interesse economico del privato anche in presenza di un conclamato rischio sanitario.

Stiamo facendo le opportune verifiche per valutare la reale positività derivante dall’approvazione di tale emendamento in modo da poter uscire con un comunicato stampa a breve.

Certo è che se l’analisi di cui sopra venisse confermata sarebbe in primis il frutto della mobilitazione messa in campo in queste settimane da parte nostra e da altre realtà associative, oltre al lavoro svolto nelle Commissioni da diversi parlamentari che si sono attivati su tale tema.

 
19 luglio 2013 – fino alle ore 11:30 AM
Termina alle 11:30 la seduta di commissione congiunta sul Decreto del Fare, dopo una serie di notti passate in bianco e facendo i turni per monitorare l’attività.
Un grazie a tutti coloro che hanno dato un contributo alla stesura degli emendamenti e che ci hanno supportato dall’esterno. Contributo preziosissimo!
 
E ora…
Aspettiamo il testo definitivo del Decreto del Fare così come è stato emendato dalla bilancio.
A seconda di cosa troveremo, presenteremo nuovi emendamenti da depositare per la sessione in Aula che partirà da lunedì 22 luglio alle ore 9:00 con la discussione generale. Nel pomeriggio, dalle ore 16:00 ci saranno le votazioni.
 
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